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11 Novembre 2021
09:07

“Ci trattano come animali”: gli operai dell’interporto di Bologna protestano contro lo sfruttamento

Nuove proteste al polo della logistica dell’interporto di Bologna. Dopo gli ultimi fatti di cronaca nera, con la morte di un operaio in contratto interinale per SDA e il ferimento grave di un altro nei magazzini della DHL, continuano le denunce di sfruttamento da parte dei lavoratori.
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Arafat Yasar, Interporto di Bentivoglio (BO), 10 novembre 2021
Arafat Yasar, Interporto di Bentivoglio (BO), 10 novembre 2021

Mercoledì 10 novembre nell'interporto di Bentivoglio (Bologna) un gruppo di operai in appalto per Fedex/TNT ha occupato i magazzini della logistica per protestare contro gravi condizioni di sfruttamento. Il "blitz" è stato coordinato dal sindacato di base Si Cobas e ha avuto luogo alle 21,30. I lavoratori, tutti in appalto per una ditta esterna a TNT, la XBT, hanno denunciato di essere stati costretti per mesi "a consumare i pasti all'aperto, seduti per terra, durante i turni di notte".  Perché qui, nei magazzini di TNT dell'interporto di Bologna, si lavora quasi solo durante la notte. Eppure nelle buste paga sollevate dagli operai di fronte alle telecamere della stampa non compare nessuna maggiorazione.

Straordinari erogati tramite bonifico e detratti dalle buste paga

"Gli straordinari, quando ci vengono pagati, vengono erogati tramite bonifico". spiegano. Salvo poi che, il mese dopo, la stessa cifra viene detratta dalla busta paga.  Dopo aver forzato l'entrata facendo irruzione nel capannone, operai e sindacati si sono rivolti ai loro superiori, che li avrebbero minacciati in lingua pakistana di non farli venire a lavorare il giorno successivo.

Assenza di sicurezza

Oltre ai pasti consumati di notte all'aperto e all'assenza di adeguati compensi, è stato sollevato il tema centrale della sicurezza. È infatti di poche settimane fa l'incidente costato la vita a Yaya Yafa, operaio interinale presso la SDA, rimasto schiacciato contro la ribalta del magazzino e il rimorchio di un camion mentre effettuava un'operazione di carico/scarico merci, il 22 ottobre.

"Dal momento in cui siamo stati reclutati dalla XBT, siamo stati messi subito a manovrare i transpallet (sorta di carrelli elettrici con conducente che servono a spostare le merci particolarmente pesanti, n.d.r.). "Molti degli operai, però, non hanno mai guidato un veicolo in vita loro, tantomeno hanno il patentino di idoneità".

"Nessun corso di formazione, nessuna tutela" denunciano i Si Cobas nella persona del delegato Pietro De Marco. E infatti, secondo le testimonianze raccolte, nel corso del 2021 all'interno di questi magazzini si sarebbero verificati diversi incidenti mai denunciati e dovuti proprio all'assenza di sicurezza.

"Un operaio che si è fatto male è stato portato in ospedale direttamente da un responsabile dell'azienda che gli avrebbe intimati di non dire ai medici che si era fatto male a lavoro. Costretto a farlo, il magazziniere si è visto poi il contratto non rinnovato.

L'appello al sindaco Matteo Lepore

Ad appena mezz'ora dal momento dell'occupazione, gli operai sono usciti con molto ordine e molta calma, incalzati dai dirigenti. Poco dopo sono intervenute le forze dell'ordine e il corteo si è sciolto senza scontri. Il sindacalista Si Cobas Pietro De Marco ha lanciato un appello alle istituzioni chiedendo al neo eletto sindaco di Bologna Matteo Lepore di venire nei magazzini della TNT per verificare lui stesso le condizioni di lavoro degli operai, quasi tutti stranieri e di origine pakistana.

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