“Ci sono i ladri, ho sparato. Uno è a terra, non so se è morto”: la telefonata al 112 di Roberto Mollo
"Ho avuto dei ladri in casa, mi sono difeso. Ho paura di averne ferito uno, non so se è morto. Ho avuto paura, ero qua da solo". A parlare è Roberto Mollo, il 35enneche ha sparato e ucciso Gjovalin Lazri, il 36enne che con alcuni complici ha cercato di entrare nella cascina in ristrutturazione dell'uomo per rubare. La chiamata, trasmessa in esclusiva dal Tg1, è arrivata ai soccorsi e alle forze dell'ordine intorno alle 2.17 della notte.
Prima la telefonata ai soccorsi, poi quella alle forze dell'ordine. In entrambe ha spiegato di vedere "una persona a terra", di "essersi difeso" e di non sapere se l'uomo sull'asfalto fosse vivo o morto. "Era incappucciato nel mio cortile. Mi sono spaventato – spiega Mollo alle forze dell'ordine -. Ho avuto paura e ho fatto da solo, avevo la pistola".
Sul corpo di Lazri è stata eseguita l'autopsia proprio nella giornata di ieri, mercoledì 23 settembre. L'esame autoptico è durato 3 ore alla presenza dei consulenti di parte della difesa di Mollo, mentre la legale della compagna del 36enne ha rinunciato alla nomina di periti di parte.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, per Lazri sarebbe stato fatale un colpo fra scapola e collo. Mollo avrebbe utilizzato quasi l'intero caricatore della sua pistola, almeno 13 colpi su 15, contro i ladri in fuga. I proiettili sarebbero stati sparati da una distanza di 30 metri. I nodi nelle indagini da sciogliere sono diversi: il primo riguarda l'arma, detenuta da Mollo legalmente per motivi sportivi. La pistola però non avrebbe potuto essere trasportata nella cascina, nella quale Mollo non vive stabilmente, né poteva essere utilizzata contro una persona.
Secondo quanto ha appreso Fanpage.it, la difesa della compagna di Lazri è in attesa dei risultati degli accertamenti effettuati per potersi esprimere sulla dinamica dei fatti. Quanto alle motivazioni che avrebbero spinto il 36enne a tentare il furto, l'avvocata Roberta Sisimbro non si sbilancia. "Non sappiamo perché fosse lì. L'attività andava male? Sono cose che stanno dicendo i giornali. Per ora sappiamo che c'è un bambino rimasto senza il papà, la compagna è distrutta".
Il secondo nodo, invece, riguarda l'ipotesi di una reazione dovuta allo spavento: se dovesse essere confermata la versione sulla sparatoria avvenuta nonostante i ladri avessero delle torce e fossero in fuga, potrebbe cadere per gli investigatori la tesi di un'azione motivata dalla paura per la propria incolumità. Per questo saranno fondamentali autopsia, sopralluoghi sul posto e perizie balistiche. Per il momento, Mollo resta indagato per omicidio.