14 Gennaio 2022
11:08

Christine Lee, l’avvocato anglo-cinese accusata di essere spia di Pechino nel Parlamento inglese

Christine Lee è stata indicata dai servizi segreti di sua maestà come possibile spia cinese infiltrata nelle istituzioni britanniche per interferire nella politica di Londra.
A cura di Antonio Palma

Apparentemente una avvocatessa di spicco che da anni si impegna per la cooperazione cinese-britannica con varie attività che hanno ricevuto persino il plauso di Parlamento e governo inglese, ma dietro questo suo dinamismo si celerebbe in realtà un’opera di condizionamento a vantaggio di Pechino contro Londra. Stiamo parlando di Christine Lee, l’avvocatessa anglo cinese indicata ora dai servizi segreti di sua maestà come una possibile spia cinese infiltrata nelle istituzioni britanniche per interferire nella politica locale e internazionale del Paese. A lanciare il singolare e raro allarme, che ha sorpreso il Regno Unito, è stato il servizio interno dell'MI5, gli 007 del controspionaggio. Una allerta che, come ha reso noto l'ex leader conservatore e attuale deputato Iain Duncan Smith, i servizi segreti hanno inviato ai deputati della Camera tramite il presidente Lindsay Hoyle.

Secondo l’avviso di allerta, Christine Ching Kui Lee, questo il nome completo dell’avvocatessa, "ha stabilito legami" con gli attuali e aspiranti parlamentari britannici sotto la guida diretta del Partito Comunista Cinese (PCC). Nel dettaglio, secondo l'informativa degli 007, la donna avrebbe agito in coordinamento con il Dipartimento del lavoro del Fronte Unito del partito cinese elargendo sovvenzioni e donazioni di diverso tipo sia a partiti britannici sia a deputati e politici in genere. Per questo, avvertono i servizi segreti, chiunque sia stato contattato dalla Lee dovrebbe essere "consapevole della sua affiliazione" e del rischio di favorire "l'agenda del Pcc".

Christine Lee in realtà per anni ha elargito fondi di ogni tipo per attività di ricerca e altro, spesso attraverso un'organizzazione no-profit, da lei fondata, che mira a promuovere proprio la cooperazione tra la Cina e il Regno Unito. Per questa sua attività ha partecipato spesso a eventi di primo piano stringendo le mani con personaggi di spicco del Parlamento e del governo inglese compresi i primi ministri David Cameron e Theresa May. Quest’ultima addirittura l’aveva premiata nel 2019 per aver aiutato la cooperazione cinese-britannica. Tutte donazioni comunque regolarmente documentate come prevede la legge locale che impone però come fonti delle elargizioni ai politici gli elettori o entità registrate nel Regno Unito.

Del resto Lee, oltre ad avere uno studio legale e ricoprire incarichi di amministratore in varie società, è consulente legale dell'ambasciata cinese a Londra e lo stesso Governo di Pechino ne riconosce pubblicamente il ruolo di rappresentante della comunità cinese all'estero. Dopo le accuse, lo stesso governo cinese ha negato di aver interferito nella politica britannica attraverso la Lee mentre l'ambasciata cinese a Londra ha accusato l'MI5 di "diffamazione e intimidazione" contro la comunità cinese del Regno Unito.

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