Dei 16 casi finora accertati di contagio da Corinavirus SARS-Cov-2 in Italia, due sono in Veneto, precisamente a Padova. Si tratta di due pazienti, di 78 e 67 anni, il cui sesso non è stato ancora fatto sapere con certezza. Entrambi vivono a Vo' Euganeo, nella zona dei Colli, e sono stati ricoverati all'ospedale di Monselice per 15 giorni prima di essere trasferiti nel reparto Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera della città. Attualmente sono isolati. Uno dei due è in terapia intensiva e in condizioni critiche, come ha sottolineato il presidente della Regione, Luca Zaia, che ha anche aggiunto che uno dei due "ha sviluppato una malattia importante alle vie aeree ed era curato per una normale influenza".

Tuttavia si attende la conferma definitiva: i tamponi, già risultati positivi, sono stati inviati per riscontri all'Istituto Spallanzani di Roma, ma l'allerta è alta. E' in corso la mappatura di tutti gli spostamenti e i contatti avuti dai due infetti. Nessuno dei due è stato in Cina o in aree a rischio. La Regione ha immediatamente contattato sia l'ospedale "Schiavonia" di Monselice sia il sindaco di Vo' Euganeo per stabilire le immediate misure previste dai protocolli sanitari. Tra queste si sta pensando alla chiusura delle scuole, come annunciato anche da Zaia. Anche nell'ospedale di Monselice i sanitari venuti a contatto con i due malati vengono sottoposti a test tampone. I due, che hanno in comune la frequentazione di due locali pubblici a Vo' Euganeo, vivono entrambi con familiari che pure saranno sottoposti nelle prossime ore a tampone.

Sempre Zaia, intervenendo a margine di una riunione di emergenza in corso all'Ulss di Padova, si è appellato ai cittadini: "No al panico", ammettendo tuttavia che "siamo molto preoccupati. La prima regola è l’ isolamento. La risposta scientifica la lasciamo allo Spallanzani, a minuti attendiamo esito test. Se necessario, creeremo una struttura dedicata per contagiati. Questo è un virus maledetto".