Chi è Agata Fiasconaro, brand manager dell’azienda del panettone siciliano a boss in incognito

Si apre con Agata Fiasconaro, brand manager dell’azienda dolciaria di famiglia Fiasconaro S.r.l., il secondo ciclo di quattro puntate dell’undicesima edizione di "Boss in incognito", la trasmissione tv in onda questa sera su Rai 2. La dirigente dell’azienda del panettone siciliano esportato in tutto il mondo, come prevede il format del docu-reality, affiancherà i suoi dipendenti in incognito lavorando con loro alle varie fasi di preparazione e confezionamento dei panettoni per comprendere e conoscere meglio il lavoro degli operai.
Chi è Agata Fiasconaro, brand manager di Fiasconaro
Laureata in Scienze dell'Economia e della Gestione Aziendale all’Università degli studi di Palermo e specializzata in Tutela giuridica della qualità e sostenibilità dei prodotti agroalimentari, Agata Fiasconaro da tempo guida l'immagine del gruppo di famiglia gestito dal fratello Mario. Si tratta della terza generazione di famiglia dell’impresa fondata dal nonno Mario nel 1953 nel cuore delle Madonie dove il gruppo è rimasto radicato fino ad oggi con sede a Castelbuono, nella città metropolitana di Palermo.
Proprio nella sede siciliana, Agata Fiasconaro, figlia del pasticciere Nicola, osserverà da vicino il lavoro quotidiano in tutti i reparti aziendali. Travestita per boss in incognito, affiancherà prima i dipendenti incaricati della produzione dei panettoni, imparando i segreti degli impasti e quelli della pirlatura e la messa in forma dei panettoni, poi lavorerà nel reparto dove vengono ultimati e imbustati i dolci natalizi, e infine sarà anche al carretto delle degustazioni in Piazza Margherita a Castelbuono.
Cosa fa la Fiasconaro
“La partecipazione al programma si è rivelata un’occasione preziosa di confronto e crescita, un racconto autentico che contribuisce a rendere ancora più solida l’identità del brand fondata su qualità, attenzione ai dettagli e centralità delle persone” spiegano dal gruppo che sforna 15mila chili di panettoni al giorno e impiega 250 collaboratori con un fatturato annuo di 34 milioni di euro anche grazie all’esportazione del 33% del prodotto in oltre 70 Paesi, soprattutto in Usa. "Attraverso il panettone vogliamo raccontare gli angoli più remoti della nostra isola, oltre ai classici pistacchi: puntiamo a scendere più in profondità con le fragoline di Sciacca e di Ribera, con le pesche di Leonforte e con lo stesso cioccolato di Modica o la Manna delle Madonie" ha spiegato al Gambero Rosso Agata Fiasconaro, concludendo: "Sono cambiati gli spazi e il numero dei nostri collaboratori, ma le tecniche sono le stesse: non usiamo automazione, tutto è rigorosamente manuale, non abbiamo tecnologie per abbattere tempistiche di lievitazione o asciugatura. Non abbiamo forni a nastro. Abbiamo un laboratorio con macchine più grandi, ma ci definiamo ancora pasticceri perché il pasticcere è al centro di ogni fase produttiva"