Nel bollettino pubblicato ogni giorno dalla Protezione Civile è tra le regioni fanalino di coda per numero di nuovi casi di coronavirus: oggi, 24 febbraio, le infezioni sono state 110, numeri ben più bassi rispetto a quelli di Lombardia, Emilia Romagna e Campania. Eppure il Molise è, attualmente, la regione italiana che sta facendo registrare il più alto incremento di contagi a causa della diffusione delle varianti: secondo il monitoraggio diffusi oggi dalla fondazione Gimbe nella settimana 17-23 febbraio in Molise c'è stata una crescita dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 6,8%, in assoluto la più alta d'Italia; nelle ultime 2 settimane si rileva un'incidenza di 403 casi positivi per 100.000 abitanti.

Sulla base dell'ultimo monitoraggio condotto dall'Istituto Superiore di Sanità – con dati risalenti al 17 febbraio – l'indice Rt reginale medio è di 1,4, con un picco che supera l'1,8 e che testimonia di una situazione potenzialmente esplosiva. Non è un caso che il Ministero della Salute abbia deciso di inserire il territorio molisano in fascia arancione, con circa un comune su quattro in cui le restrizioni sono da "zona rossa" e il presidente della Regione Donato Toma che – dopo una mozione presentata dalla minoranza in Consiglio – ha deciso di chiedere aiuto all'esercito.

Perché il Molise è la regione più in difficoltà in Italia

La situazione sanitaria molisana è da giorni drammatica. Oreste Florestano, direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale ha fatto il punto della situazione e imputato alla variante inglese l'aumento dei contagi degli ultimi giorni: "C'è stata nel basso Molise, nella zona di Termoli, un'esplosione di casi per la variante inglese del coronavirus, oltre 250. Una recrudescenza della pandemia che ha messo in difficoltà le strutture ospedaliere della Regione. Le misure messe in campo, le nuove restrizioni e la zona arancione, dovrebbero fa abbassare i nuovi contagi. Servono però medici. C'è un bando con la Protezione Civile per 60 unità di cui 11 medici", sottolinea Florestano. Allarmante, in particolare, la situazione delle terapie intensive: i posti letto disponibili sono in totale 39, ma 14 sono attualmente occupati, ben più dei 12 stabiliti come "soglia limite" (il 30%). Non ci sono, allo stato attuale, altri posti letto di rianimazione attivabili quindi se l'andamento dei contagi non fletterà nei prossimi giorni è prevedibile un aumento dei decessi. Oltre ai posti in terapia intensiva mancano quelli in sub-intensiva, quindi i pazienti gravi vengono già trasferiti fuori dai confini regionali.