“C’è una siringa nella divisa di Luca”: primi testimoni ascoltati nel processo Spada per i morti in ambulanza
Oggi verranno sentiti i primi tre testimoni del processo Luca Spada. Non sono testimoni qualunque, si tratta di colleghi dell'autista della Croce Rossa che, insospettiti dal numero di morti avvenuti in concomitanza con i suoi trasporti, hanno fatto le prime segnalazioni alle Forze dell'ordine, da cui poi sono partite le indagini.
Come si apprende dalle testimonianze confluite nel fascicolo della Procura di Forlì, centrale nel loro racconto sarà il ritrovamento di una siringa nella divisa di Spada. Un oggetto che l'imputato non avrebbe dovuto tenere con sé, né usare durante i trasporti. Un'altra siringa sarà ritrovata anche nell'ambulanza dove l'85enne Deanna Mambelli è morta il 25 novembre scorso. È lei l'unica vittima per la quale Spada è stato rinviato a giudizio, e l'unica ad essere stata sottoposta ad autopsia. Il 27enne di Meldola infatti resta indagato per i decessi di altri cinque anziani avvenuti sempre durante o poco dopo la corsa in ambulanza con lui.
Ammesse le autopsie sulla vittima
Durante la prima udienza del processo a carico di Luca Spada per l'omicidio di Deanna Mambelli, i legali dell'imputato avevano richiesto di escludere le autopsie che hanno rivelato la presenza di "materiale gassoso" nell'organismo dell'85enne. I motivi starebbero nella mancanza degli avvisi di legge necessari, perché nel momento in cui è stata effettuata la prima agli atti, Spada non era ancora formalmente indagato.
I giudici invece le hanno ammesse entrambe. Si tratta di analisi fondamentali che distinguono il caso di Mambelli da quello degli altri morti anziani morti in ambulanza. Secondo l'esame autoptico, nei suoi vasi polmonari sono stati rinvenuti i segni di una embolia gassosa acuta. Circostanza che è stata ricondotta all'insufflazione di aria in vena attraverso l'accesso venoso presente sul braccio destro della donna.
Del medesimo accesso venoso, un catetere inserito per rendere eventuali punture più agevoli, erano dotati anche gli altri cinque anziani: Vittorio Benini; Vincenzo Pesci; Edoarda Gasperini; Francesco Mario Scavone; Mirella Montanari. Secondo il collegio peritale medico-legale che ha analizzato la loro documentazione sanitaria, la rapidità del peggioramento a bordo dell'ambulanza rende "probabile" anche per loro l'ipotesi dell'iniezione d'aria nel catetere venoso.
Manca però la prova che questa sia avvenuta, cosa che invece è – e resterà – agli atti per Mambelli. Dall'esito di questo processo dipenderà anche la sorte del fascicolo delle altre presunte vittime, dato che, come apprende Fanpage.it, tutto ciò che riguarda l'85enne è confluito nel fascicolo in stand-by.
I primi testimoni e il ritrovamento della siringa
Oggi verranno ascoltati i primi testimoni del processo a Luca Spada, e sono proprio i nomi da cui è partita l'indagine nel settembre 2025. La prima è una autista-soccorritrice collega di Spada alla Croce Rossa di Forlimpopoli. È stata lei a consegnare ai Carabinieri le foto della siringa trovata nella divisa di Spada a settembre, facendo così partire le indagini concluse dopo la morte di Mambelli, l'ultima vittima.
La seconda testimone è un'infermiera del 118, non direttamente collega di Spada ma che lavorava con lui in ambulanza. Sono state le due donne insieme ad aprire una delle tasche della divisa di Spada rinvenendo una siringa luer lock, specifica per i cateteri venosi. Il terzo testimone è un autista-soccorritore, il primo ad avere notato la siringa e avere allertato le colleghe che poi l'hanno ritrovata.
Sono però decine i testimoni non ammessi. Tra loro, come si apprende da fonti vicine all'indagine, ci sono una trentina di colleghi di Spada, tra ospedale, 118 e Croce Rossa. Esclusi, almeno per il momento, sono anche i parenti delle vittime degli altri cinque anziani. Nonostante siano stati sentiti per sommarie informazioni dalle Forze dell'ordine in fase di indagine preliminare, al momento non sembra che prenderanno parte al processo sulla morte di Mambelli.
La questione della siringa ritorna anche in relazione alla morte della 85enne. Il 25 novembre, infatti, è stata ritrovata vicino ai binari della barella su cui è deceduta, una siringa aperta e priva di tappo.