Catania, uccise un uomo credendolo un ladro. Condannato a 17 anni
Nei giorni in cui esplode il dibattito sull'uso delle armi per la legittima difesa la prima Corte d'Assise di Catania ha condannato a 17 anni di carcere per omicidio volontario il 71enne Giuseppe Caruso: l'uomo il 26 aprile di due anni fa sparò a un giovane nel suo podere agricolo a Mascali. La vittima, un 27enne del posto, morì qualche giorno dopo in ospedale a causa delle gravi ferite riportare. Caruso ha sempre sostenuto di essere convinto che Roberto Grasso – questo il nome della vittima – fosse un ladro. Il pm La Rosa aveva chiesto una condanna a 21 anni di reclusione.
Gli avvocati difensori di Caruso hanno sempre sostenuto che l'uomo si fosse difeso legittimamente, impugnando un'arma regolarmente detenuta. Il legale del 71enne in seguito alla sentenza ha dichiarato: "Non condivido la sentenza di condanna della Corte d'Assise di Catania e lo dichiaro con assoluta convinzione e senza alcun bisogno di attendere, come dicono tutti, le motivazioni della decisione che si avranno solo entro novanta giorni".
L'avvocato ha quindi proseguito: "Impugnerò, nell'interesse del mio assistito e del superiore interesse della Giustizia questa sentenza, che non credo rispecchi il pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini onesti italiani. Caruso Giuseppe ha ucciso, è vero, ma in maniera preterintenzionale e per legittima difesa un ladro, non un onesto cittadino. Si è dovuto difendere, in piena notte, da un giovane che travisato nel volto, si è furtivamente introdotto nella sua proprietà". Secondo il legale di Giuseppe Caruso "la Corte è stata capace di far diventare il ladro la vittima e colui che voleva difendersi il carnefice".