Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi
4 Giugno 2012
16:00

Caso Orlandi, l’ipotesi che porta ai preti pedofili di Boston

E’ il Corriere della Sera a rivelare la nuova originale teoria sul rapimento della giovane. Ci sarebbe un timbro postale che proverebbe che i rapitori della 15enne scomparsa nel 1983 sono in qualche modo legati alla città americana dove 10 anni fa scoppiò la bufera dei preti pedofili.
A cura di Biagio Chiariello
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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Gli investigatori impegnati nel districare il già contorto caso Orlandi, potrebbero avere una nuova pista sulla quale rivolgere la loro attenzione. Usiamo il condizionale perché al momento è niente più che un'ipotesi che conduce agli Stati Uniti, a Boston per la precisione, e collega la scomparsa di Emanuela a quella di Mirella Gregori. Le due ragazze, entrambe 15enni all'epoca dei fatti, sparite nel 1983 a distanza di 40 giorni l'una dall'altra da Roma (la Gregori era figlia di un gestore di un bar vicino alla stazione Termini, la Orlandi di un dipendente del Vaticano stesso). Il filo che collega le due ragazze è quello dello scandalo dei preti pedofili scoppiato 10 anni fa nella città americana. Lo racconta il Corriere della Sera attraverso una teoria che spingerebbe gli inquirenti ad abbandonare la pista che porta alla tomba di De Pedis e ai suoi resti nella Basilica di Sant'Apollinare.

Il legame tra la Orlandi e la Gregori sarebbe certificato da due elementi: un timbro e un fermo posta, localizzati entrambi in Kenmore Station, centro di Boston. Uno è agli atti e risale alle prime rivendicazioni delle sparizioni delle ragazze, l’altro, usato dall’associazione pedofila Nambla (North american man boy lover association). Per capire, bisogna tornare al luglio 1983. Poche settimane dopo il rapimento di Emanuela, un anonimo informatore -ribattezzato l'Amerikano per il suo forte accetto USA –  telefona alla famiglia della ragazza proponendo uno scambio con Alì Agca, il turco che aveva attentato alla vita del Papa.

Vincenzo Parisi, all'epoca al Sisde, nel tratteggiare il profilo dell'Amerikano, lo descrive come una «persona colta, legata all'ambiente ecclesiastico». Quindi il 4 settembre questo individuo torna a farsi sentire, facendo trovare dentro un furgone Rai, un messaggio a penna e uno spartito di Emanuela. Tempo qualche giorno, il 27 settembre, c'è un'altra lettera ricevuta dal corrispondente da Roma della Cbs, Richard Roth. In un passo si legge di «un episodio tecnico che rimorde la nostra coscienza». Gli inquirenti sono certi: si tratta dell'uccisione di Emanuela Orlandi. Secondo gli esami grafologici le due lettere sono state scritte dalla stessa persona. Inoltre, sulla basta ricevuta da Roth c'è il timbro dell'ufficio postale di Kenmore Station.

Diciannove anni dopo scoppia lo scandalo dei preti pedofili. Nel gennaio 2002 l’arcivescovo Bernard Law viene accusato di aver coperto per molti anni sacerdoti pedofili della diocesi. Nel corso del processo, a Law viene chiesto se è vero che «32 uomini e due ragazzi hanno formato il gruppo Nambla e che per contattarlo si può scrivere presso il Fag Rag, Box 331, Kenmore Station, Boston». Il prete  dice che è tutto vero e spiega che Fag Rag significa "giornalaccio omosessuale" che fa proseliti per conto dei pedofili del Massachussets. Kenmore Station è lo stesso ufficio da cui è stata mandata la rivendicazione del rapimento di Emanuela Orlandi. Che l'Amerikano che ha rivendicato il rapimento di Emanuela per scambiarla con Agca si collegato in qualche modo al clero pedofilo americano?

E' sicuramente troppo poco per azzardare teorie realistiche ed attendibili, ma è quanto basta per aggiungere altro mistero al caso Orlandi.

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