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11 Marzo 2013
16:52

CasaPound omaggia Hugo Chavez. Ma lui disse: “Un serpente è più umano di un fascista” (Video)

I “fascisti del terzo millennio” omaggiano Chavez con degli striscioni in 50 città italiane. Ma l’ex presidente venezuelano ha sempre avuto le idee molto chiare sul fascismo…
A cura di Davide Falcioni
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Guardate la foto. Non ci trovate nulla di strano? Se no vi aiutiamo noi: CasaPound Italia ha deciso di onorare la morte di Hugo Chavez. Un gruppo politico di estrema destra, vicino agli ideali del fascismo, decide di rendere onore a uno dei leader socialisti e antifascisti più importanti del Sudamerica, e di farlo persino in grande stile affiggendo striscioni con scritto "Patria, socialismo o muerte. Onore Hugo Chavez" in ben 50 città italiane.

“Con la morte di Chavez, peraltro avvenuta in circostanze assai sospette – spiega Cpi in una nota – se ne va un fiero avversario di quelle stesse oligarchie che stanno mettendo in ginocchio l'Italia. E' forse ancora presto per tracciare un bilancio definitivo della rivoluzione bolivariana, contraddizioni comprese, ma in un'epoca in cui la sovranità e la libertà dei popoli sono messe ovunque in discussione non possiamo non celebrare un fermo oppositore della globalizzazione, che è riuscito a ridare speranza al suo popolo e all'intera America Latina”.

Non è la prima volta che CasaPound si "impossessa" di simboli cari alla tradizione della sinistra, non solo italiana. Era accaduto più volte anche con Che Guevara, del quale i fascisti del terzo millennio avevano celebrato le gesta in occasione dell'anniversario della morte del grande rivoluzionario argentino. I giovani di CasaPound tuttavia ignorano, o fingono di ignorare, che sia Chavez che Guevara erano antifascisti. Il primo in un discorso pubblico affermò: "I fascisti non sono esseri umani. Un serpente è più umano di un fascista". Del secondo è Antonio Moscato – docente universitario di storia del Movimento Operaio e autore di molti libri su Guevara tradotti in tutto il mondo – a spiegare:

"La vera incompatibilità tra i fascisti di qualunque genere e il Che nasce da alcune caratteristiche essenziali del pensiero e dell’azione di Guevara. Prima di tutto dal suo internazionalismo, al tempo stesso etico (sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato in qualsiasi parte del mondo) e materialista (stabilire intese con altri paesi produttori di zucchero, per evitare di farsi la concorrenza…).

Altrettanto lontano dal fascismo il suo ‘dobbiamo saper essere duri senza perdere la tenerezza', che difendeva come inevitabili le misure di autodifesa di una rivoluzione uscita da una lotta feroce, ma vigilava contro i pericoli di involuzione autoritaria. Esemplare un discorso severissimo del 1962  ai membri della Seguridad contro la tendenza a inventarsi nemici.

Un'altra caratteristica del Che, che lo rendeva diversissimo non solo dai politici borghesi (democratici o fascisti) ma anche da quelli del “socialismo reale”, era l’assenza di ogni indulgenza per i propri errori, in cui ricercava la prima causa di ogni male.

Ma basterebbe l’internazionalismo del Che a ridicolizzare ogni pretesa di annetterlo al fascismo di ogni sorta. Un internazionalismo che presto rifiuta ogni “campismo”, e cerca legami diretti con i movimenti di liberazione, non con gli Stati, e anzi ne vuole controbilanciare l’influenza. Basterebbe aver letto il Messaggio alla Tricontinentale e il Discorso di Algeri, con le sue critiche severe ai “paesi socialisti”, per capirlo". 

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