"Abbiamo sentito lo stridio di una frenata e subito dopo un urto violento sullo sportello anteriore. Abbiamo sbandato e urtando il marciapiede sono scoppiati gli pneumatici". Questo il racconto – confermato agli inquirenti – degli operai coinvolti nell'incidente nella galleria Turdi, a Caronia, lo scorso 3 agosto. Mentre uno di loro bloccava il traffico, secondo la ricostruzione fornita ai magistrati, l'altro assisteva alla scena dell'allontanamento della donna dall'auto incidente. Lei era Viviana Parisi, 43 anni, madre del piccolo Gioele e quella è stata l'ultima volta che qualcuno li ha visti vivi.

Per i consulenti delle famiglie Mondello e Parisi sarebbero stati gli operai, con il loro furgone, a invadere la corsia di sorpasso finendo per scontrarsi con l'Opel Corsa guidata dalla dj. I periti nominati dalla Procura di Patti e i consulenti di parte civile hanno messo a confronto i due mezzi e ricostruito la dinamica dell'incidente. Dopo aver imboccato la galleria, al chilometro 117 dell’autostrada A 20, in direzione Palermo, all’altezza di Caronia, l'auto di Viviana si è scontrata con un furgone bianco che procedeva sulla corsia di destra."Possiamo stimare – spiega  l’ingegnere Giuseppe Monfreda, consulente della famiglia Parisi, – che la vettura procedesse a cento chilometri orari e il furgone a 80-90 chilometri, per qualche tempo – racconta – i due veicoli sarebbero rimasti agganciati tra loro"

"Non riesco a capire come gli operai dopo l'incidente, invece di occuparsi di mia moglie e mio figlio, si siano occupati del traffico – dice Daniele Mondello, marito di Viviana e papà di Gioele – Anche la famiglia del Nord, come hanno fatto a non fermarli?". "È passato un mese – conclude – e ancora non so come sono morti".  L'ipotesi che il piccolo Gioele sia rimasto ferito nell'impatto non trova ancora conferme nell'autopsia. Secondo i medici legali che hanno esaminato il corpo di Viviana le lesioni sono compatibili con la caduta.