Si infittisce ancora di più il giallo della morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele Mondello, scomparsi misteriosamente lo scorso 3 agosto dopo essersi allontanati a piedi a seguito di un incidente automobilistico nella galleria Turdi, a Caronia, e ritrovati cadavere un mese dopo nella boscaglia che circonda l’autostrada Palermo Messina. Dai rilievi ancora in corso sul luogo del ritrovamento dei cadaveri e dagli esami post mortem sui corpi di madre e figlio, infatti, emergono particolari sempre più contrastanti. In particolare dagli accertamenti si è scoperto che le impronte sul traliccio da cui si ipotizza possa esseri lanciata la donna non sono della quarantatreenne. Non solo, l’analisi del cadavere di Viviana ha fatto emergere la presenza di un morso sul braccio della donna, la cui natura è tutta da decifrare.

Nel primo caso è servita una lunga analisi da parte degli specialisti della Polizia scientifica che da settimane stanno analizzando nei minimi dettagli ogni singolo reperto rintracciato e repertato nella zona del ritrovamento del corpo senza vita di Viviana Parisi e del piccolo Giole, in contrada Sorba. I reperti prelevati sul posto nel settembre scorso dopo vari sopralluoghi e considerati una possibile svolta si sono quindi rivelati inconsistenti. In particolare l’impronta di un pollice, rinvenuto sul traliccio a un metro e mezzo da terra si è rivelato non essere di Viviana mentre le tracce di sudore, trovate poco più in alto sullo stesso pilone, non sono di natura biologica.

A infittire il già complicatissimo quadro delle indagini anche la scoperta che sul cadavere della dj torinese vi sarebbero tracce di morsi sul braccio. Come riporta in giornale di Sicilia, in particolare vi sarebbero dei morsi all’altezza del gomito e della caviglia che sarebbero riconducibili a quelli di cani e che fa tornare prepotentemente alla ribalta l’ipotesi dell'aggressione di animali, in particolare di un branco di cani. Una ipotesi da sempre sostenuta dalla famiglia Mondello secondo la quale la tipologia di ferite rinvenute sui corpi della donna e del bambino non sarebbero riconducibili all’aggressione di maiali ma di cani.