3.573 CONDIVISIONI
News sui carabinieri arrestati a Piacenza
25 Luglio 2020
15:51

Carabinieri Piacenza, Montella incastrato dalle microspie: “È diventato pallido, non respirava più”

Quando Peppe Montella ha capito che erano state installate delle microspie nella sua auto è diventato “bianco pallido, non respirava più”. Sono le parole utilizzate da Matteo Giardino, carrozziere piacentino anch’egli arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di droga tra Milano e Piacenza orchestrato dai carabinieri della caserma Levante.
A cura di Davide Falcioni
3.573 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
News sui carabinieri arrestati a Piacenza

Quando Peppe Montella ha capito che era finito al centro di un'indagine della Guardia di Finanza è diventato "bianco pallido, non respirava più". Sono le parole utilizzate da Matteo Giardino, carrozziere piacentino anch'egli arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul traffico di droga tra Milano e Piacenza orchestrato dai carabinieri della caserma Levante. A comunicare a Montella che era finito in guai seri era stato proprio il carrozziere, al quale il militare aveva portato la sua Audi nuova per delle riparazioni: l'artigiano, mentre lavorava alla vettura, si era accorto che dai bocchettoni dell'area condizionata proveniva un rumore anomalo. Pensando a un problema nei filtri, ha controllato e si è accorto che nell'auto del carabiniere era stata installata una microspia dalla Guardia di Finanza.

Matteo Giardino è quindi corso alla caserma Levante ed ha raccontato tutto a Montella, che in quel preciso momento ha capito che si trattava dell'inizio della fine: il militare, però, non immagina di essere al centro di un'inchiesta a suo carico, pensando invece di essere finito nei guai proprio per colpa dei fratelli Giardino, noti spacciatori. La reazione del carabiniere è veemente: "Lo ammazzo" dice al carrozziere, riferendosi al fratello Daniele, che gestisce il traffico di droga. "Ma cosa fai? Guarda che tu fai il carabiniere. Paghi per due".

A quel punto, stando a quanto emerge dall'inchiesta, Montella decide di far bonificare tutte le sue automobili trovando microspie in ognuna; convoca i suoi pusher informatori per avvisarli di quello che sta per accadere accadere ma – anziché allarmarsi per le conseguenze sulla sua persona – secondo gli inquirenti tutta la sua preoccupazione era "il blocco dell'approvvigionamento di sostanza stupefacente da Giardino e, di conseguenza, i mancati introiti". "Bisogna trovare un altro sistema – diceva – con il Covid non ti puoi muovere… la pagheremo di più; la pagheremo di più. Serve un altro che viene da Milano e ce la porta fino a qua, capito? I fornitori di Giardino – spiega la Procura – erano comunque operativi e l'unico problema era il trasporto dello stupefacente a Piacenza. Montella aveva proposto a Giardino  di ingaggiare un corriere di sua conoscenza che avrebbero potuto inviare a ritirare la droga direttamente dai calabresi".

3.573 CONDIVISIONI
Caserma carabinieri Piacenza, niente risarcimento per il primo accusatore: "Torturato per un anno"
Caserma carabinieri Piacenza, niente risarcimento per il primo accusatore: "Torturato per un anno"
589.937 di Beppe Facchini
Caserma Levante Piacenza, condannati tutti i carabinieri: 12 anni a Montella
Caserma Levante Piacenza, condannati tutti i carabinieri: 12 anni a Montella
"I carabinieri della Caserma di Piacenza traditori dello Stato": chiesti fino a 16 anni di carcere
"I carabinieri della Caserma di Piacenza traditori dello Stato": chiesti fino a 16 anni di carcere
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni