"I dati purtroppo ancora non sono particolarmente buoni. C'è una diffusione molto ampia del virus, ci sono molti ricoveri in terapia intensiva. Dobbiamo avere pazienza, perché come sappiamo i casi che vediamo oggi risalgono a contagi di settimane fa”: a intervenire a “Che tempo che fa” su Rai3 il virologo Roberto Burioni, che ha commentato i numeri di oggi della pandemia da Coronavirus in Italia. Burioni ha parlato del lavoro sul vaccino contro il Covid e anche dei tempi sulla vaccinazione. “Se sarà coronata dal successo, questa è la più grande impresa che la scienza e l’uomo abbiano fatto nella storia. Siamo in un mondo nuovo, in senso positivo. So da colleghi statunitensi che stanno programmando l’inizio delle vaccinazioni per i sanitari il 15 dicembre. Stanno programmando, poi se arrivano cose inaspettate, si fermano. Però loro sono pronti", ha continuato il virologo ospite da Fazio parlando di “un immenso sospiro di sollievo, di una luce in fondo al tunnel”. Burioni ha ricordato che le buone notizie sul vaccino sono arrivate dal Ceo di “un’importantissima casa farmaceutica” facendo riferimento al recente annuncio della Pfizer.

Il virologo ha spiegato come funziona il vaccino e come la Pfizer ha potuto dire che l'efficacia è attorno al 90 percento. "Sono state prese 40.000 persone, sono state divise a caso in due gruppi che sono stati trattati in maniera diversa. Un gruppo è stato vaccinato, all'altro è stato somministrato un placebo. Nessuno sapeva di aver ricevuto il vaccino o meno: ognuno ha continuato a fare la propria vita, 94 persone si sono infettate. Era importante capire se queste persone erano state vaccinate o no. È successa una cosa clamorosa: quasi tutte le persone infettate non erano state vaccinate e la Pfizer ha potuto dire che l'efficacia è attorno al 90 percento. Lo studio deve concludersi, ma finalmente possiamo dire che tutto ci fa pensare che abbiamo un vaccino che funziona", ha spiegato il virologo. Riguardo il fatto che il vaccino della Pfizer va conservato a -70 gradi Burioni ha spiegato che “non è come andare su Marte, è qualcosa che si può fare”. In merito invece all’efficacia del farmaco, ha detto che ora non sappiamo quanto sia efficace negli anziani: “I primi da vaccinare sono i sanitari e le altre persone esposte professionalmente al contagio. Se il vaccino non funziona sugli anziani, dovremo vaccinare tutti gli altri per evitare la circolazione del virus”.