Le immagini delle persone in fuga alla stazione di Milano, il mese scorso dopo i primi annunci del governo in relazione a quelle che sarebbero state le misure di restrizioni, ancora sono vivide nella mente di molti. Eppure secondo gli esperti, non avrebbero causate gravi conseguenze in termini di contagio a Sud. "I dati mostrano che, nonostante la fuga di massa dalle regioni del Nord, per le quali temevamo conseguenze, non hanno causato un grande incremento di casi al Sud, grazie alle misure di prevenzione. Se non staremo attenti, però, rischiamo che diventino nuove zone rosse". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa odierna.

"La curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita e questo è un segnale positivo ma non deve farci abbassare la guardia", ha poi detto Brusaferro. "Il quadro conferma lo scenario dei giorni scorsi e ci dà indicazioni di efficacia delle misure. I segnali positivi non devono farci abbassare però la guardia. Le azioni intraprese sono importanti ma non dobbiamo illuderci che la situazione si risolva. Le misure sono essenziali per mantenere la curva, quando sarà scesa, sotto la soglia di 1 per i contagi", ha aggiunto alla conferenza stampa all'Istituto sull'andamento epidemiologico dell'epidemia.

Subito dopo il presidente dell'Iss ha diffuso alcuni dati sulla diffusione dell'epidemia. L'età media dei decessi per Covid-19 si conferma "di circa 80 anni, sono in maggioranza uomini e con più patologie". E "le morti avvengono dalle 2 alle 5 settimane dal contagio e questo significa che c'è un trascinamento molto lungo. Questa è anche una delle ragioni per cui continuiamo a vedere un numero di decessi importante".