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Brendola cerca sei “annusatori di puzze”: come candidarsi e quali sono i requisiti

Il Comune in provincia di Vicenza cerca sei “valutatori di odori” per monitorare le esalazioni provenienti dall’area industriale. I candidati, formati da un laboratorio specializzato, dovranno annusare l’aria e registrare i dati su un’app per risalire alle aziende responsabili. L’incarico sarà retribuito.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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A Brendola cercano nasi buoni. Non per scovare tartufi o degustare vini, ma per stanare cattivi odori. Il Comune vicentino ha deciso di arruolare sei ‘valutatori olfattivi' con un compito preciso: capire da dove arrivano le esalazioni che da tempo fanno storcere il naso ai residenti, soprattutto nelle aree vicine alla zona industriale e al sito di via Mazzini.

L’idea è partita dopo diverse segnalazioni. "Abbiamo ricevuto lamentele per odori sgradevoli", spiega il sindaco Bruno Beltrame. Non è la prima volta: un’indagine simile, qualche anno fa, aveva portato a individuare un’azienda di smaltimento rifiuti e una di pressofusione di alluminio come responsabili delle emissioni. Ora si riparte, con un raggio d’azione più ampio.

Il progetto rientra in ‘Giada', iniziativa coordinata dalla Provincia di Vicenza per ridurre l’inquinamento nel distretto della concia dell’ovest vicentino. A guidare la squadra sarà Lod, Laboratorio di olfattometria dinamica, spin-off dell’Università degli Studi di Udine, specializzato nella misurazione delle emissioni odorigene.

Il lavoro, in concreto, è meno bizzarro di quanto sembri. I selezionati seguiranno percorsi prestabiliti, con soste in punti fissi del territorio comunale. Lì dovranno “annusare” l’aria a intervalli regolari e registrare le proprie percezioni su un questionario digitale tramite app. I dati raccolti verranno incrociati e, come sottolinea il sindaco, "nel 99,9% dei casi si riesce a risalire all’azienda che genera l’odore". A quel punto entrano in gioco Arpav e Provincia, con eventuali segnalazioni e sanzioni.

Per candidarsi servono alcuni requisiti: maggiore età, residenza a Brendola o nei comuni dell’ovest vicentino, nessuna patologia respiratoria come asma o allergie, uno smartphone e un mezzo proprio. Non possono partecipare i residenti delle zone direttamente interessate dal problema, per evitare conflitti. Prima dell’arruolamento, i candidati saranno sottoposti a test per valutare sensibilità e capacità di distinguere gli odori ambientali. Se idonei, seguiranno una formazione specifica.

L’incarico sarà retribuito con contratto di lavoro autonomo occasionale, con compenso fisso per ogni sopralluogo e maggiorazioni per turni serali, notturni o festivi. L’impegno si concentrerà nei primi mesi del 2026, con una durata massima prevista di dodici mesi.

Il primo bando, pubblicato prima di Natale, è passato quasi inosservato. Dopo una nuova diffusione sui social, sono arrivate diverse candidature, soprattutto da studenti universitari e giovani con qualche ora libera. In fondo, non capita tutti i giorni di poter dire che il proprio lavoro consiste nel fiutare l’aria per il bene pubblico. In una provincia come Vicenza, ai margini della Pianura Padana — una delle aree europee più tristemente esposte all’inquinamento — anche il naso può fare la sua parte.

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