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Bombole d’ossigeno mai consegnate ai pazienti e documenti falsi: 12 misure cautelari a Reggio Calabria

Inchiesta della Procura di Reggio Calabria su una presunta truffa al sistema sanitario: dodici misure cautelari per false forniture di gas medicale e sequestri.
A cura di Davide Falcioni
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Un intreccio di interessi, certificazioni sospette e forniture sanitarie gonfiate artificialmente. È quanto emerge da un'inchiesta coordinata dalla Procura di Reggio Calabria, diretta da Giuseppe Borrelli, che oggi ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari da parte dei carabinieri del Nas.

Quattro persone – Francesco e Fortunato Macheda, Stefania Callipari e Giuseppe Villa – sono state poste agli arresti domiciliari. Per gli altri otto indagati il Gip ha adottato provvedimenti differenziati: stop temporaneo all’esercizio di attività professionali o imprenditoriali per dodici mesi nei confronti di Cristian Aragona, Maria Anna Zumbo e Antonio Demetrio Pellicanò; obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giovanni Mallamaci, Isabella Maida e Rossana Spina; sospensione dall’ufficio pubblico e dalla professione, sempre per un anno, per Francesco Scopelliti e Attilio Fulgido.

I reati ipotizzati sono pesanti e spaziano dall’associazione per delinquere al falso ideologico e materiale, passando per l’esercizio abusivo della professione sanitaria, l’accesso abusivo a sistemi informatici, la truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario, fino a peculato, corruzione e favoreggiamento personale.

Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato stabilmente tra Reggio Calabria e la sua provincia, coinvolgendo il titolare e i dipendenti della Macheda Trasporti, il responsabile commerciale calabrese di una multinazionale fornitrice di gas medicali per l’ossigenoterapia, oltre a farmacisti, medici specialisti dell’Asp, medici di base, intermediari e pazienti ritenuti consapevoli del sistema.

Il cuore del presunto schema fraudolento sarebbe stato l’uso sistematico di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi. Attraverso queste pratiche, venivano formalmente certificate consegne di bombole di gas medicale a pazienti compiacenti, ignari o addirittura inesistenti. Forniture che, sulla carta destinate a soggetti affetti da gravi patologie respiratorie o in fase terminale, finivano poi integralmente a carico del Sistema sanitario nazionale e regionale.

Accanto alle misure cautelari personali, il giudice ha disposto anche il sequestro della Macheda Trasporti, società attiva nella gestione e distribuzione del gas medicale, e il sequestro di 48 mila euro nei confronti della VitalAire Italia Spa, multinazionale fornitrice del dispositivo sanitario. Un doppio intervento patrimoniale che, per la Procura, rappresenta un passaggio chiave per bloccare il presunto circuito illecito e ricostruire l’entità del danno arrecato alle casse pubbliche.

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