Biologia, la laurea diventa abilitante: cosa cambia per gli studenti oltre all’Albo di categoria

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La laurea in biologia diventa abilitante alla professione: il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che modifica le regole per l’accesso all’Albo dei biologi. Previsti tirocinio pratico-valutativo ed esame di Stato integrato nel percorso universitario. La sezione A sarà divisa in tre settori: biomedico, ambiente e nutrizione.

La laurea in biologia diventa abilitante alla professione e cambia anche l'organizzazione dell'Albo dei biologi. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto del Presidente della Repubblica che modifica il Dpr 328/2001, attuando la riforma prevista dalla legge 163 del 2021.

Il provvedimento interviene sul percorso necessario per esercitare la professione, integrando la formazione pratica nell'università e rivedendo le regole per l'accesso all'Ordine. Per l'effettiva entrata in vigore delle nuove disposizioni bisognerà comunque attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, come precisa l'Ordine dei Biologi della Lombardia.

Cosa cambia per gli studenti di biologia con l'abilitazione alla professione

La novità principale per gli studenti riguarda il modo in cui si consegue l'abilitazione. Il percorso universitario comprenderà un tirocinio pratico-valutativo (TPV), destinato a verificare l'acquisizione delle competenze necessarie per svolgere la professione. Una parte del tirocinio potrà essere svolta già durante la laurea triennale.

Al termine del tirocinio, lo studente dovrà superare una prova pratica valutativa (PPV), che avrà valore di esame di Stato abilitante. Soltanto dopo aver ottenuto il giudizio di idoneità potrà accedere alla discussione della tesi magistrale. La prova non contribuirà al calcolo del voto di laurea.

L'obiettivo è inserire la verifica delle competenze professionali all'interno del percorso accademico, evitando che l'abilitazione costituisca un passaggio separato da affrontare dopo aver terminato gli studi. Non si tratta quindi di un'abilitazione automatica con il solo conseguimento del titolo: restano previsti il tirocinio e la prova pratica.

Quali lauree consentiranno di iscriversi all'Albo

Il decreto individua le classi di laurea magistrale che consentiranno l'acccesso alla sezione A dell'Albo, riservata ai biologi, articolandola in tre settori professionali.

Il primo è quello della biologia generale e biomedica, che comprende la laurea magistrale in Biologia (LM-6) e quelle in Biotecnologie agrarie (LM-7), Biotecnologie industriali (LM-8) e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (LM-9).

Il secondo settore è quello dell'ambiente. Oltre alle classi LM-6, LM-7, LM-8 e LM-9, comprende Scienze della natura (LM-60) e Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio (LM-75).

Il terzo riguarda nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti. Vi rientrano le classi LM-6, LM-7, LM-8 e LM-9, oltre a Scienze della nutrizione umana (LM-61).

I profili professionali sono quindi ben distinti tra loro: biologo generale e biomedico, biologo ambientale e biologo nutrizionista. Il settore di riferimento sarà poi individuato durante il percorso universitario, anche attraverso il tirocinio e la prova pratica valutativa.

Cosa cambia per chi ha già una laurea

Anche chi ha conseguito il titolo secondo i precedenti ordinamenti universitari viene toccato dalle nuove regole. Il decreto prevede disposizioni transitorie per chi è già abilitato o iscritto alla sezione A dell'Albo, compresa la possibilità di iscrizione a tutti e tre i settori.

Per chi ha conseguito o conseguirà una laurea con un ordinamento precedente a quello abilitante sono previste modalità semplificate per l'esame di Stato, da definire attraverso gli atti attuativi previsti dalla normativa.

Anche l'accesso alla sezione B, quella dei biologi iuniores, viene aggiornato: tra i titoli abilitanti figurano le lauree triennali in Scienze biologiche (L-13), Biotecnologie (L-2) e Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura (L-32).

Il provvedimento, lo ricordiamo, arriva dopo un iter che ha coinvolto il Ministero dell'Università e della Ricerca, il Ministero della Salute e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi.

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