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Bimbo morto a Chieri, restano i dubbi dopo l’autopsia: le ferite compatibili anche con la versione della madre

L’autopsia non ha sciolto i dubbi sulla causa della morte del neonato caduto dalle scale una settimana fa in una villetta di Pessione (Chieri). Restano aperte tutte le piste investigative.
A cura di Giorgia Venturini
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Resta ancora sconosciuta la causa della morte del neonato di 5 mesi caduto dalle scale una settimana fa in una villetta di Pessione. L'autopsia non ha sciolto i dubbi: le ferite sul corpo potrebbero essere compatibili con un incidente domestico ma allo stesso tempo non escluderebbero le altre ipotesi, come se qualcuno lo avesse lanciato. Tutto è ancora al vaglio dei carabinieri di Chieri e della Procura di Torino: nel registro degli indagati c'è la madre del piccolo, si indaga per omicidio colposo.

I militari stanno procedendo con le analisi anche sui cellulari della donna e sulle telecamere di videosorveglianza presenti in casa. Si cerca di ricostruire minuto per minuto prima della tragedia. Ma qual è la versione della madre?

La madre avrebbe chiamato il 112 e quando i soccorritori sono arrivati sul posto lei avrebbe subito detto che il piccolo stava piangendo, così l'ha preso in braccio per portarlo al piano di sotto per dargli da mangiare ma avrebbe avuto un malore all'inizio delle scale e sono entrambi caduti. In casa c'era anche il figlio più grande di 5 anni. Ai carabinieri, che hanno sentito successivamente anche la donna, non convincono tutti i punti della sua versione. Per questo è stato aperto un fascicolo.

Purtroppo per il piccolo non c'è stato più nulla da fare: è morto lunedì sera all'ospedale Regina Margherita di Torino, era stato rianimato due volte ma purtroppo nulla è servito per salvargli la vita.

Ieri venerdì 27 febbraio si è tenuta l'autopsia sul piccolo, eseguita dal medico legale Roberto Testi. L'esame non ha dato risposte chiare e utili alle indagini perché le lesioni non sono chiaramente attribuibili a una caduta. I dubbi restano e così anche le varie ipotesi su quanto sia accaduto nella casa. A La Repubblica l'avvocato Roberto Macchia, difensore della madre del piccolo, spera che venga visitata la sua assistita perché "sul suo corpo ci sono i segni della caduta".

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