Bimbo di 11 anni morto dopo malore a scuola, l’autopsia: polmonite emorragica scatenata da un virus

È stata una polmonite emorragica, causata probabilmente da un virus influenzale, a uccidere il bambino di 11 anni deceduto lunedì scorso a Lecce dopo un improvviso malore mentre si trovava a scuola. E quanto ha stabilito l'autopsia sul corpicino del bambino che era stata disposta dalla stessa Asl in accordo coi genitori proprio per fare piena luce sulla terribile quanto improvvisa tragedia.
Erano state le stesse insegnanti del piccolo a lanciare l'allarme nella mattinata del 2 marzo scorso dopo aver visto il bambino in evidente stato di sofferenza con tosse persistente e occhi lucidi. Come da prassi, erano stati allertati i genitori che erano giunti a scuola per riprendere il figlio e portarlo a casa ma poco dopo l'arrivo nell'abitazione, la situazione si è aggravata improvvisamente e il piccolo si è accasciato a terra.
Sul posto erano accorsi immediatamente i sanitari del 118 che avevano trovato il bimbo già in arresto cardiaco. I soccorritori avevano provato a lungo a rianimarlo tentando anche un disperato trasporto al pronto soccorso dell'Ospedale Vito Fazzi di Lecce ma purtroppo per il bambino non c'è stato nulla da fare. Una morte tanto improvvisa quanto inattesa che ha spinto i medici dell'ospedale a chiedere l'autopsia per chiarire gli esatti motivi del decesso.
L'esame autoptico, condotto nello stesso ospedale Vito Fazzi di Lecce, ha evidenziato un'alterazione polmonare dettata da un fatto acuto virale che non ha lasciato scampo al piccolo. Secondo l'esame post mortem, il piccolo inoltre soffriva di una patologia cardiaca congenita di cui però non era a conoscenza. Per un quadro completo si attendono ora gli esami istologici.
Nel frattempo la salma è stata già riconsegnata alla famiglia che ha deciso di rimpatriare il piccolo nel loro paese di origine in Senegal dove sarà sepolto. Accanto ai genitori si è stretta tutta la comunità locale e anche la scuola del piccolo che hanno avviato diverse campagne di raccolta fondi per permettere il rimpatrio.