Nasce con gestazione di supporto negli Stati Uniti nel 2010, poi però cresce a Milano con i due papà. Uno dei due muore a 40, appena cinque anni dopo, stroncato da un infarto mentre l'altro, suo genitore biologico, continua a occuparsi di lui e della sua crescita. L'uomo con il quale è cresciuto a Milano per la legge italiana è il genitore biologico, normalmente riconosciuto, mentre l'altro è il "padre intenzionale", riconosciuto ancora a fatica. Adesso però l'Inps sarà tenuta a riconoscere la pensione di reversibilità del padre non biologico al bambino rimasto orfano. 

La Corte d'Appello di Milano ha già condannato l'ente a garantire a bimbo e genitore la pensione di reversibilità del familiare deceduto prima che l'Italia approvasse le unioni civili e le adozioni speciali per le coppie LGBT. La battaglia è stata portata avanti e vinta in appello dall'avvocato Alexander Schuster e si tratta di una storia a lieto fine. Quella di tanti altri genitori gay, invece, è una storia ancora estremamente incerta.

Le parole dell'avvocato

Secondo quanto dichiarato  dall'avvocato, i due genitori si sono sposati negli States nel 2013 e il 40enne sarebbe morto prima di poter riconoscere in Italia il figlioletto nato nel 2010. Con un lungo lavoro burocratico, nel 2017 è stato trascritto post mortem il certificato di matrimonio americano tra i due papà. Il certificato di nascita del bimbo ha seguito lo stesso percorso: quello già registrato negli States presentava a tutti gli effetti due papà.

Si tratta di una sentenza storica che mette il diritto davanti a un dramma, secondo quanto dichiarato dall'avvocato. "La Corte di appello di Milano ha condannato l'Inps a riconoscere a questa famiglia gli stessi diritti che vengono riconosciuti ad ogni altra famiglia – ha affermato -.Le famiglie arcobaleno vivono le gioie della genitorialità, ma anche le preoccupazioni riguardanti diritti non riconosciuti".