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Famiglia che vive nel bosco

Bimbi nel bosco, la sorella di Catherine: “I miei nipoti non stanno bene, vogliamo che tornino con i genitori”

Rachael, la sorella di Catherine Birmingham, i cui tre figli sono state allontanati da lei e dal marito Nathan Trevallion a Palmoli (Chieti), dopo essere arrivata dall’Australia con la madre: “Amiamo l’Italia, amiamo gli italiani e quindi speriamo ci aiutino a riunirli”.
A cura di Ida Artiaco
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"Tutti stanno soffrendo. Noi speriamo. Amiamo l’Italia, amiamo gli italiani e quindi speriamo ci aiutino a riunirli". Sono queste le prime parole di Rachael, la sorella di Catherine Birmingham, i cui tre figli sono state allontanati da lei e dal marito Nathan Trevallion dallo scorso novembre e trasferiti in una casa famiglia nei pressi di Vasto per effetto di una ordinanza del Tribunale dei minori dell'Aquila. Una vicenda diventata tristemente nota in tutta Italia e arrivata anche nel dibattito politico nelle scorse settimane.

Ai microfoni di Dentro la Notizia, il programma di approfondimento quotidiano in onda su Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzzi, Rachael, arrivata dall'Australia insieme alla madre, ha dichiarato: "Siamo molto felici di essere qui e siamo entusiasti di rivedere mia sorella. Voglio vedere mia nipote e i miei nipotini. Loro non stanno bene, mia sorella non sta bene". Alla domanda se è vero che lei e la famiglia vogliono portare i bambini nel loro paese, Rachael ha risposto: "È molto difficile. Noi vogliamo che tornino a vivere con i genitori. Ne parleremo, vi dirò presto di più ok?".

A distanza di ormai quasi quattro mesi da quando i tre figli di Catherine e Nathan Trevallion sono stati affidati dal Tribunale per i minori dell'Aquila alla casa famiglia di Vasto, i familiari hanno deciso di stringersi intorno alla coppia anglo-australiana. Era il 13 novembre scorso quando il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha stabilito l’allontanamento dei figli di Catherine e Nathan, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6, dalla casa in cui vivevano in un bosco a Palmoli (Chieti) e il loro inserimento nella casa famiglia di Vasto insieme alla madre. E più passa il tempo lontani, più si complica la condizioni soprattutto dei bimbi.

Secondo lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa dei coniugi anglo-australiani, "alla luce del documento del garante nazionale per l'Infanzia e della relazione del Servizio di Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti la permanenza dei bimbi in uno stato di deprivazione genitoriale è altamente rischiosa e i danni già riscontrati dagli specialisti possono essere mitigati solo con la riunificazione della famiglia. In questo momento il superiore interesse dei bimbi, di soli 6 e 8 anni, è il loro benessere minato dalla deprivazione genitoriale. Rimango perplesso che questo sfugga al servizio sociale, come sembrerebbe dalla recente relazione, e ritengo che tutti, ma proprio tutti, in questo momento dovrebbero lavorare per accompagnare la famiglia verso una riunificazione virtuosa", ha spiegato all'AdnKronos.

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