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Famiglia che vive nel bosco

Bimbi nel bosco, la casa famiglia risponde ai genitori: “Mai impedito a Catherine di stare coi figli”

La struttura di Vasto in cui sono ospitati i bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” risponde alla diffida presentata dai legali della coppia a cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale da novembre: “La madre dorme anche coi figli”.
A cura di Susanna Picone
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Con un comunicato la casa famiglia di Vasto che ormai da mesi ospita i tre figli di Catherine Birmigham e Nathan Trevallion, la cosiddetta “famiglia nel bosco”, smentisce le accuse lanciate nelle scorse ore spiegando che mai nessuno avrebbe impedito alla donna di stare con i suoi figli nella struttura protetta e che capita anche che mamma e bambini trascorrino le notti insieme. Né sarebbe mai stata chiusa quella porta che per gli avvocati è causa del "dolore" e dei "traumi" dei minori.

Noi giorni scorsi era stato detto che sarebbe stata negata la possibilità a Catherine, che vive al secondo piano della struttura protetta, di raggiungere i figli al piano terra, in particolare di notte. Gli avvocati parlavano di "ulteriore e ingiustificata sofferenze nei tre minori" e di bambini che "percepiscono la separazione come una loro responsabilità". "La madre – fa sapere ora la struttura – non ha mai trovato la porta chiusa dal lato a lei accessibile e non le è mai stato impedito dal personale di raggiungere i figli in qualsiasi momento, anche nelle ore notturne. È accaduto diverse sere, infatti (e sta accadendo ancora spesso) che la madre sia scesa dai figli e sia rimasta a dormire con loro, o li abbia portati nel suo appartamento, posto al secondo piano".

E ancora, nella nota si parla di una porta dotata di maniglione antipanico, che consente sempre l'apertura dall'interno della scala, che nessuno può chiudere. Non si tratta della porta delle camere dei bambini e mai sarebbe stata utilizzata per chiudere a chiave i minori di notte. La casa famiglia aggiunge che la porta è stata chiusa in un'occasione a tutela dell'incolumità fisica dei bambini che "eludendo la supervisione educativa, avevano iniziato a salire ai piani superiori, dove sono presenti scale, finestre, terrazze e locali non destinati ai minori, per recarsi dalla madre al secondo piano".

La casa famiglia smentisce anche le parole di una presunta ex dipendente che aveva parlato delle condizioni della madre "tenuta al 41 bis". "La signora – si legge nel comunicato – non è una ‘ex operatrice della Casa Accoglienza recentemente andata in pensione'. L'ultimo rapporto contrattuale risale al 2013. Da allora la signora non ha più avuto alcun rapporto con la casa accoglienza, né come lavoratrice né come visitatrice".

Nei prossimi giorni Catherine Birmigham e Nathan Trevallion compariranno di nuovo davanti agli psicologi del tribunale per l'ultima seduta valutativa. Ad assistere la coppia c’è il consulente nominato dalla loro difesa, lo psichiatra Tonino Cantelmi, che a Fanpage.it si è detto preoccupato per i minori: "Possono sviluppare disturbi psichiatrici di vario tipo, e sono gravemente a rischio, quindi bisogna fare in fretta, se ci sta a cuore il loro benessere. Tempo fa è stato scelto l'allontanamento, ma oggi questa strada si sta rivelando potenzialmente dannosissima perché stanno male. L’unico modo per evitare che questo trauma diventi potenzialmente drammatico per la loro vita è quello di restituire ai bambini loro genitori", è il suo parere.

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