Bimba morta a Bordighera, indagato anche il compagno della madre: la notte prima della tragedia erano insieme

Svolta nelle indagini sulla bimba di 2 anni morta a Bordighera. La Procura di Imperia ha iscritto nel registro degli indagati anche il compagno della mamma: si tratta di un 42enne di Perinaldo. La donna è già in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale e ora dalla stessa accusa si dovrà difendere anche il 42enne. La decisione dei magistrati arriva dopo aver scoperto che la donna aveva passato la notte prima della morte della piccola a casa dell'uomo. Ora l'abitazione è stata messa sotto sequestro e si procederà con tutti gli accertamenti del caso. Intanto gli altri due figli della donna, di 9 e di 10 anni, sono in una comunità. Il padre dei piccoli da tempo si trova in carcere.
Intanto nella giornata di ieri 12 febbraio c'è stata l'udienza davanti al gip: il giudice Massimiliano Botti, pur non convalidando l'arresto della donna, ha disposto la misura cautelare della donna in carcere perché c'è rischio del pericolo di inquinamento delle prove. Durante l'udienza la donna ha ribadito che la piccola qualche giorno prima era caduta dalle scale e che non c'è stata alcuna violenza. La mattina della tragedia lei era uscita di casa e aveva lasciato i figli da soli: quando è tornata ha trovato la bimba morta. Le cause del decesso verranno chiarite nell'autopsia di lunedì 16 febbraio: certo è che, quando è stata trovata dai sanitari, la piccola aveva importanti lividi sul corpo.
Stando a quanto riferito da fonti di Fanpage.it, il gip in udienza ha spiegato che i sospetti sulla madre nascono soprattutto dal fatto che la donna la mattina del decesso avesse chiamato il 118. Al telefono i sanitari le hanno spiegato come procedere con il massaggio cardiaco: le avevano detto di svestire la piccola e metterla sul pavimento e poi iniziare la manovra di primo soccorso in attesa che arrivasse in pochi minuti l'ambulanza. I sanitari una volta in casa però hanno trovato ancora la piccola nella culla e sdraiata su un fianco. La donna si è difesa dicendo che era nel panico, stava gestendo gli altri due bambini che piangevano ed erano terrorizzati. Da qui la decisione dell'accusa di omicidio preterintenzionale.