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Bimba Bordighera, l’autopsia svela lividi e lesioni sulle labbra ma la mamma continua a difendersi: era “vivace”

L’autopsia sul corpo della bimba di 2 anni morta a Bordighera ha svelato che la piccola aveva tanti lividi e un trauma cranico. Dubbi ancora sull’orario del decesso: la madre, accusata di omicidio preterintenzionale, ribadisce che figlia era viva quando erano in auto e stavano tornando a casa.
A cura di Giorgia Venturini
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Nel viaggio in macchina la piccola era viva e i tanti lividi sarebbero stati causati perché era molto vivace e quindi cadeva sempre. Si difende così la donna accusata di omicidio preterintenzionale per la morte della figlia di 2 anni: lo scorso 9 febbraio aveva chiamato i soccorsi mentre si trovava nella sua casa di Bordighera (Imperia) dichiarando che la piccola non respirava più e aveva già le mani rigide.

Ieri si è tenuta l'autopsia sul cadavere della piccola: dalle prime indiscrezioni è emerso che la piccola ha diverse lesioni su dorso, addome, gambe e persino sul labbro superiore. Oltre a un trauma cranico. Fondamentali saranno gli accertamenti per capire se le ferite sono compatibili con una caduta accidentale o causate volontariamente con un corpo contundente. Tutto ancora è possibile, così come si aspettano le conferme sulla causa della morte.

Da fonti di Fanpage.it, la donna si è sempre difesa dicendo che la piccola quattro giorni prima era caduta dalle scale. La bimba era sempre in movimento: i tanti lividi sarebbero quindi dovuti "perché è vivace". In ogni caso la donna non ha mai portato in questi giorni la bimba in ospedale perché non avrebbe giudicato quelle ferite gravi. Fino appunto al 9 febbraio quando ha chiamato i soccorsi.

Le due notti prima le aveva trascorse a casa di un suo amico a Perinaldo con i suoi tre figli: quindi anche la notte tra l'8 e il 9 febbraio. Poi la mattina presto ha raccontato di essersi svegliata e, senza salutare, di essere tornata con i piccoli a casa per recuperare i grembiuli per la scuola. Anche durante l'udienza davanti al giudice per le indagini preliminari ha spiegato che la piccola quando l'ha caricata in macchina era ancora viva, si è accorta che non respirava più una volta a casa sua.

I dubbi degli inquirenti nascono perché in un primo momento il medico legale avrebbe scritto che l'orario del decesso risaliva alla notte, quando quindi la bimba era a casa dell'amico della madre. Per questo sia nella giornata di ieri 16 febbraio che oggi i carabinieri del Ris stanno svolgendo i sopralluoghi nella casa dell'uomo, anche lui indagato per omicidio preterintenzionale. I dubbi nascono anche perché durante la chiamata al 118 i sanitari hanno dato istruzioni alla donna per procedere con il massaggio cardiaco: le avrebbero detto di svestire la piccola e metterla sul pavimento e procedere con la manovra mentre loro sarebbero arrivati. Ma una volta in casa i soccorritori hanno trovato ancora la piccola vestita e nel lettino. I loro tentativi di rianimarla sono stati inutili.

Ora si attende la relazione del medico legale dopo l'autopsia. Risulta ancora da chiarire l'ora del decesso. Secondo quanto riferito a Fanpage.it dalla difesa della donna, il gap delle ore in cui potrebbe essere avvenuto il decesso non sarebbe di solo due ore. Quindi l'ipotesi che la donna avrebbe messo la piccola in auto quando era ancora viva? Resta un'ipotesi, così come le altre, ancora da confermare. Ma come si spiegano allora tutti quei lividi?

La difesa della madre ha spiegato che ha chiesto di avere la cartella medica della piccola fin dalla nascita: i consulenti di parte vogliono verificare che la piccola non fosse affetta da una malattia genetica che causerebbe coaguli, così da spiegare i molti lividi. Questo non spiegherebbe però il trauma cranico e le altre ferite.

A Fanpage.it l'avvocato del padre della piccola, il legale Mario Ventimiglia, ha fatto sapere che il suo assistito (che da tempo si trova in carcere) è stato sentito, così come i suoi genitori che vivono in un appartamento vicino alla donna e ai loro nipoti. Il padre dei tre bambini, e quindi anche della piccola morta, avrebbe spiegato ai carabinieri che non crede alla versione della ex compagna e chiede che venga fatta luce sull'accaduto. Avrebbe precisato inoltre che quando lui era in casa con lei e con i bambini non sono mai emersi episodi di violenza.

Cosa che invece sarebbero accaduti di recente. Gli investigatori avrebbero sentito anche la badante del suocero della madre della piccola. Avrebbe detto che si tratta di una "madre violenta" che "quotidianamente effettuava violenze fisiche nei confronti della bambina". Le parole sarebbero state riferite dall'assistente sanitaria a uno dei carabinieri intervenuti la mattina del 9 febbraio. La donna accusata invece di omicidio preterintenzionale nega tutto.

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