È stata ritrovata a un chilometro e mezzo dall'abitazione dalla quale si sarebbe allontanata seguendo i cani. Come la bimba abbia percorso una distanza così lunga arrivando nella struttura di una villa in disuso, dove è stata trovata morta, è ora oggetto delle indagini delle forze dell'ordine. Si tratta della bimba di tre anni – figlia di genitori stranieri ma nata in Italia – scomparsa ieri da Capodacqua di Foligno, piccolo borgo in provincia di Perugia, dove ieri è stato lanciato l'allarme. La bimba è stata individuata da un elicottero dei vigili del fuoco riversa a pancia in giù, nell'acqua stagnante della piscina in disuso della struttura. Per la piccola, scomparsa ieri pomeriggio da casa, non c'è stato nulla da fare. I cani di famiglia che si ritiene la piccola abbia seguito allontanandosi, sono stati avvistati nella struttura, mentre vegliavano sul corpicino della piccola. Il magistrato, intanto, ha disposto l'autopsia sul corpo  della bimba per accertare l'ora e la dinamica del decesso. Le indagini, coordinate dalla Procura di Spoleto, sono orientate sull'ipotesi dell'incidente, ma nessuna pista verrà trascurata. Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle poche videocamere di sorveglianza poste sui luoghi. Nessun testimone, purtroppo, ha visto la bimba camminare lungo il sentiero con i cani.

Il tragico ricordo del mostro di Foligno

L'episodio ha riportato sulle pagine di cronaca il nome di Foligno, cittadina nota per i casi del ‘mostro di Foligno', Luigi Chiatti, autore di due omicidi. Dopo un'infanzia segnata dalla solitudine e dagli abusi in una struttura per minori, il piccolo Antonio viene adottato dai coniugi Chiatti, di Foligno. Taciturno e schivo, Luigi sembra preferire la compagnia dei bambini a quella degli adulti. Quando il piccolo il piccolo Simone Allegretti, 4 anni, la prima vittima, scompare da Casale, paesino limitrofo, nessuno sospetta del rispettabile Luigi Chiatti. Quando il corpicino del bimbo viene ritrovato grazie a un biglietto del ‘Mostro', soffocato e finito con due coltellate alla gola, le indagini cominciano a prendere in considerazione la figura dell'ombroso geometra. Era il 1992. Lorenzo Paolucci, la seconda vittima del mostro di Foligno, perde la vita nel 1993, ucciso con un forchettone da cucina. I rapporti con Chiatti, che si divertiva a giocare a carte con il piccolo e alcune sviste dell'assassino conducono dritto a Luigi Chiatti, che viene arrestato. Al processo ripercorrerà quegli odiosi crimini senza traccia di rimorso, incassando una condanna a 30, da scontare in una clinica psichiatrica. La corte gli riconoscerà la seminifermità mentale.