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Autista di scuolabus condannato a 13 anni per abusi sulle bimbe, la lettera dal carcere: “Perdonatemi”

È stato condannato a 13 anni di reclusione grazie a uno sconto di pena per il rito abbreviato l’autista di scuolabus che ha abusato di tre bimbe.
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Immagine a scopo illustrativo
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Abusava delle bambine che portava sul suo scuolabus, e in un caso anche della figlia di amici di famiglia a cui faceva da babysitter, per un totale di tre piccole vittime. È la ricostruzione del Tribunale di Torino che ha condannato un 50enne autista di scuolabus del Torinese a 13 anni di reclusione.

A fare scattare le indagini e l'arresto un anno fa è stata la denuncia degli amici che in diverse occasioni avevano affidato la loro bimba di 9 anni all'uomo mentre loro erano assenti. È proprio in casa che sarebbero avvenute le molestie, iniziate con il tentativo di circuire la piccola, fino ad arrivare agli abusi. L'uomo frequentava la casa dal 2021, ma la piccola è riuscita a parlarne con i suoi genitori, i quali a loro volta si sono rivolti alle autorità, solo nel 2024.

Il 50 era autista di scuolabus da anni, ma prima di questo episodio nulla era emerso. Durante l'investigazione, invece, sono stati accertati altri due casi analoghi avvenuti sullo scuolabus di cui il 50enne era il conducente. Anche in queste occasioni l'uomo avrebbe avvicinato le piccole con regali e promesse, per poi passare agli abusi una volta carpita la loro fiducia. Gli investigatori nel corso delle perquisizioni domiciliari hanno anche rinvenuto sul suo computer diversi video e foto di natura pedopornografica che sarebbero stati mostrati anche alla bimba a cui faceva da baby-sitter.

Per lui la Procura aveva chiesto 16 anni di reclusione, ma per effetto del rito abbreviato sconterà 13 anni e due mesi. Durante il dibattimento in Tribunale l'uomo ha fatto pervenire una lettera di scuse alle famiglie delle vittime. Un gesto che non lo ha sottratto dal pagamento di un risarcimento complessivo di 78 mila euro.

Il processo si è svolto a porte chiuse e l'imputato non si è presentato davanti al giudice per la lettura della sentenza. L'uomo resterà nel carcere dove è detenuto da un anno.

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