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Covid 19
11 Gennaio 2022
08:35

Austria, slitta di due mesi l’obbligo vaccinale. Gli esperti: “Con Omicron potrebbe essere tardi”

A causa di “complicazioni tecniche” l’obbligo vaccinale austriaco entrerà pienamente in vigore non prima della fine di aprile, due mesi dopo quanto previsto inizialmente dal governo.
A cura di Davide Falcioni
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Che non sarebbe stata una passeggiata era chiaro fin dall'inizio, ma l'obbligo vaccinale imposto mesi fa dal governo austriaco per fermare l'ondata di contagi causata soprattutto dai No Vax si sta rivelando più problematica del previsto: a causa di "complicazioni tecniche", infatti, la misura entrerà pienamente in vigore non prima della fine di aprile, due mesi dopo quanto previsto inizialmente dalle autorità sanitarie. Ad ammetterlo è stata venerdì scorso l'ELGA GmbH, responsabile dell'esecuzione tecnica del provvedimento, spiegando che la vaccinazione obbligatoria – che sarebbe dovuta scattare entro febbraio – slitterà con ogni probabilità di un paio di mesi a causa di "problemi tecnici" e organizzativi.

Nel frattempo di giorno in giorno aumentano le voci accademiche critiche nei confronti della misura. Secondo l'epidemiologo Gerald Gartlehner, l'ondata Omicron altamente infettiva accelererà l'immunizzazione a una velocità "mai vista prima". "Pertanto, le vaccinazioni obbligatorie probabilmente dovranno essere rivalutate dopo il boom di casi della nuova variante", ha affermato lo scienziato in un'intervista con l'ORF. Wiener Zeitung Peter Bußjäger, docente di diritto costituzionale dell'Università di Innsbruck, sostiene che l'attuazione della vaccinazione obbligatoria potrebbe arrivare "troppo tardi per la variante Omicron". Anche Karl Stöger, membro di GECKO, il principale organo consultivo del governo per la pandemia, ha ammesso che il ritardo di due mese nell'entrata in vigore della vaccinazione obbligatoria potrebbe determinare un calo dell'efficacia del provvedimento. Tuttavia la misura non dovrebbe essere revocata dal momento che dopo Omicron potenzialmente potrebbero arrivare nuove varianti altamente pericolose.

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