Tredicenne morta a Piacenza

Aurora uccisa dall’ex a 13 anni a Piacenza, la mamma: “Se me ne avesse parlato, io l’avrei denunciato”

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La puntata di stasera di Chi L'ha Visto?
La mamma di Aurora, la 13enne uccisa dall’ex fidanzato a Piacenza, è intervenuta nella puntata di stasera a “Chi l’ha visto?”. In trasmissione sono state mostrate le chat con ChatGPT in cui la giovanissima raccontava di essere stata colpita dal ragazzo. Morena: “Se mia figlia me ne avesse parlato, avrei denunciato”. La donna ha poi criticato la riduzione della condanna da 17 a 15 anni.

"Non sapevo che lei usasse queste chat di intelligenza artificiale". Morena, madre di Aurora, la 13enne uccisa a Piacenza nell'ottobre 2024, lo ha raccontato durante la prima puntata della nuova stagione di "Chi l'ha visto?", dove sono state mostrate anche alcune delle conversazioni che la ragazza aveva avuto con ChatGPT prima di morire. Messaggi nei quali Aurora raccontava una relazione che aveva già assunto contorni preoccupanti e cercava risposte su come riconoscere la violenza all'interno di una coppia.

"L'ho lasciato ma è impossibile lasciarlo, lui impazzisce. Mi ha dato una sberla, ma ho paura che possa arrivare ad altro con le mani", si legge in una delle conversazioni mostrate durante la trasmissione. In un altro passaggio Aurora chiedeva: "Come si fa a capire tra un amore vero e un amore tossico? Domani torna la mia amica dalle vacanze dovrei parlargliene? Sono preoccupata a parlarne con la mia mamma".

Parole che Morena, in studio, ha ascoltato a distanza di quasi due anni dalla morte della figlia. La madre ha raccontato di non essere stata a conoscenza del fatto che Aurora si rivolgesse all'intelligenza artificiale per parlare di quello che stava vivendo. E proprio davanti a quei messaggi ha ricordato la propria esperienza personale con la violenza.

"Io probabilmente avrei sporto denuncia", ha detto Morena. Poi ha aggiunto: "Io voglio dire sono stata picchiata da mio ex marito, che diceva che era colpa mia. Mi faceva sentire in colpa". Un riferimento attraverso il quale la donna ha spiegato anche quanto possa essere difficile, per una persona che subisce violenza, riconoscere immediatamente quello che sta accadendo e decidere di parlarne.

La storia raccontata nelle chat assume un peso ancora maggiore alla luce di quello che sarebbe successo nei mesi successivi. Aurora morì il 25 ottobre 2024 dopo essere precipitata dal settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza. Per la sua morte è stato condannato l'ex fidanzato, che all'epoca dei fatti aveva 15 anni.

In primo grado il Tribunale per i minorenni di Bologna gli aveva inflitto 17 anni di reclusione per l'omicidio aggravato, tra l'altro, dallo stalking. Per mesi il ragazzo aveva negato di essere responsabile della morte di Aurora. Poi, il 13 luglio 2026, all'apertura del processo d'appello, aveva cambiato versione e confessato: "Ho ucciso io Aurora", aveva dichiarato in videocollegamento dal carcere minorile di Catanzaro, ammettendo di averla gettata dal balcone.

La confessione, però, non ha chiuso la vicenda giudiziaria come sperava la famiglia. Il 10 settembre la Corte d'appello di Bologna ha ridotto la condanna da 17 a 15 anni, riconoscendo le attenuanti anche in relazione alla confessione arrivata durante il secondo grado di giudizio. Una decisione che Morena ha contestato duramente.

"Per me non è andata bene perché la sua condanna doveva essere un monito e invece non è stato così", ha detto la madre nella puntata di "Chi l'ha visto?". Poi ha collegato quella sentenza ad altri episodi di violenza che, a suo giudizio, dimostrerebbero quanto sia ancora difficile trasmettere ai più giovani il peso delle conseguenze delle proprie azioni.

"In questi giorni stiamo vedendo tante vicende che fanno capire come non sia stato un monito la vicenda di mia figlia: tipo ragazzini che portano coltelli in aula, picchiano le prof, ecc", ha aggiunto Morena.

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