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Attivisti per clima sparano cacao e fango contro Basilica di San Marco a Venezia: “Stiamo affondando”

Un gruppo di attivisti per il clima ha imbrattato l’esterno della Basilica di San Marco a Venezia gettando cacao in polvere e fango contro le mura e le colonne. A loro si è unita anche una turista francese con la figlioletta: “Venezia è una città che sta affondando perchè i nostri governi non hanno agito contro la crisi climatica”.
A cura di Ida Artiaco
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Immagine da Twitter (Luigi Brugnaro).
Immagine da Twitter (Luigi Brugnaro).

La protesta degli attivisti per il clima ha colpito il simbolo di Venezia, la Basilica di piazza San Marco. Oggi un gruppo di manifestanti ha imbrattato l'esterno della Basilica nel corso di un'azione che hanno definito "un allarme anti-incendio".

Con un paio di estintori hanno spruzzato cacao sulla facciata laterale destra della Basilica di San Marco, e versato fango sulle colonne esponendo poi uno striscione con lo slogan "fondo riparazione". Alcune persone li hanno presi di mira, contestando questa forma di proteste per il clima. Sul posto sono arrivati gli agenti della Digos, che hanno fermato sei giovani, tutti italiani tra i 20 e i 34 anni, i quali saranno denunciati pe danneggiamento semprechè non si ravveda un'altra accusa nell'indagine coordinata dal pm lagunare Roberto Terzo.

"Siamo qui per suonare l'allarme anti-incendio – hanno spiegato gli attivisti – Questa è una protesta non violenta. Venezia è una città che sta affondando perché i nostri governi non hanno agito contro la crisi climatica. Oggi chi di voi è qui per fare le foto e vedere questa chiesa ha un privilegio. Siete gli ultimi che potranno vedere questa chiesa sopra il livello del mare".

Alla protesta si è unita spontaneamente una turista francese che si trovava con la figlioletta in piazza San Marco si è unita, dopo il blitz con il fango davanti alla celebre chiesa veneziana. La donna e la figlia hanno raggiunto i dimostranti, davanti alla Basilica, e a loro volta hanno sorretto uno dei manifesti arancioni che questi stavano esponendo.

"Un gesto gravissimo e vergognoso che condanniamo fermamente! Gli attivisti per il clima hanno imbrattato poco fa l'esterno della Basilica di San Marco a Venezia, sembra con del liquido misto a fango. Al momento speriamo senza danni permanenti", ha scritto su X, già Twitter, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

"Questa non è la modalità giusta. Rispetto al massimo le proteste democratiche di tutti, ci mancherebbe, soprattutto se riguardano temi così importanti come quello del cambiamento climatico. Abbiamo appena concluso la Cop 28 e mi sembra di capire che da lì grandi segnali non ne siano usciti", è stato il commento del Presidente del Veneto Luca Zaia. "Ma da qui ad imbrattare la Basilica di San Marco piuttosto che altri edifici direi decisamente no – ha aggiunto -. Basti pensare che questo imbrattamento poi si tradurrà in un peggioramento del clima. Perché? Perché ci sarà più emissione di Co2, qualcuno metterà in moto delle auto per mandare degli operai lì a pulire, ci saranno dei macchinari che verranno accesi, dell'energia elettrica che verrà utilizzata. A me sembra quasi un controsenso".

Sempre oggi, gli attivisti di Ultima Generazione hanno dato vita a Bologna a un flash mob di protesta: oggetti di vita quotidiana come scarpe, pentole e mappe stradali, sono state gettate a terra e ricoperte di fango come simbolo dei danni provocati dai cambiamenti climatici. Il tutto davanti al Tribunale della città emiliana dove è stato rinviato al 18 gennaio processo il processo che vede imputati tre attivisti arrestati lo scorso 2 novembre per aver bloccato per più di un’ora la tangenziale in segno di protesta sempre contro il cambiamento climatico.

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