Lʼamministratore delegato di Atlantia, Giovanni Castellucci, si è dimesso dal ogni suo incarico alla guida della società capogruppo di Autostrade per l’Italia. Lo si apprende dalla nota ufficiale del gruppo diffusa al termine del consiglio di amministrazione in programma oggi che ha accolto le sue dimissioni definendo con lui un risoluzione consensuale del rapporto.  Come suo ultimo atto, il manager ha riferito dal cda "delle iniziative intraprese" dopo il consiglio di amministrazione di venerdì 13 scorso. Da oggi dunque Castellucci non è più amministratore delegato e direttore generale di Atlantia. Come contropartita l'ex Ad riceverà a titolo di incentivo oltre 13 milioni di euro oltre alle "competenze di fine rapporto". La cifra sarà versata in 4 rate fino al 2022. Come fa sapre il gruppo, "Per qualsiasi giudizio civile, penale o amministrativo che dovesse coinvolgere Castellucci, anche dopo la cessazione dei rapporti, anche per indennizzi e risarcimenti, ed anche per spese legali e peritali, sarà a carico della società, salvo dovessero emergere condotte dolose comprovate ed accertate". Se queste condotte dolose dovessero emergere, "Atlantia di riserva di non procedere, in tutto o in parte, al pagamento delle rate non corrisposte, nonché il diritto di richiedere la restituzione in tutto o in parte delle rate corrisposte".

Un addio che era nell'aria da tempo dopo lo scandalo del'inchiesta sul Ponte Morandi di Genova ma che è arrivato comunque in pochissimo tempo. Al suo posto infatti non è stato nominato subito un sostituto ma il consiglio ha deliberato di trasferire le sue deleghe ad un comitato  composto dai diversi consiglieri. "Fino alla nomina di un nuovo amministratore delegato il consiglio ha deliberato di trasferire in via temporanea le deleghe esecutive ad un comitato composto dai seguenti consiglieri:  Fabio Cerchiai, Carlo Bertazzo, Anna Chiara Invernizzi, Gioia Ghezzi e Carlo Malacarne ed ha provveduto a nominare Giancarlo Guenzi, chief financial officer, quale direttore generale della società" si legge ancora nella nota.

A chiedere un passo indietro di   Giovanni Castellucci in realtà era stato tutto il gruppo Benetton,  azionista di riferimento, proprio alla luce dell'inchiesta avviata dalla procura di Genova sulla manutenzione di alcuni viadotti dopo il crollo del Ponte Morandi. Lo stesso Cda era stato convocato d'urgenza per discutere delle azioni da intraprendere dopo le misure cautelari a carico di alcuni dipendenti del gruppo accusati di aver manipolato report e relazioni sullo stato di salute di altri viadotti gestiti dalla controllata Autostrade per ridurre i costi di manutenzione sulla rete. Poco prima dell'appuntamento lo stesso Luciano Benetton aveva dichiarato: "È una settimana che siamo sotto choc per quello che appare dai comunicati della giustizia. Speriamo che si chiarisca. Sicuramente ci sarà qualche cambiamento. Questo lo aspettiamo dal cda di oggi"