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Conflitto in Ucraina
26 Settembre 2022
13:58

Arma nucleare tattica russa in Ucraina a scopi dimostrativi, il generale Battisti: “Rischio esiste”

Il generale Giorgio Battisti spiega a Fanpage.it perché esiste il rischio di uso di un’arma nucleare tattica a scopi dimostrativi da parte russa in Ucraina.
Intervista a Generale Giorgio Battisti
Generale dell'esercito, analista militare e già comandante del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia.
A cura di Antonio Palma
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Conflitto in Ucraina

I funzionari dell'amministrazione Biden hanno espresso preoccupazione per il fatto che il presidente russo Vladimir Putin possa dare l’ordine di far esplodere un'arma nucleare tattica in Ucraina e dare vita a una nuova escalation della guerra. “Se l'integrità territoriale del nostro paese è minacciata, useremo sicuramente tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere la Russia e la nostra gente” ha affermato Putin aggiungendo che “Questo non è un bluff”.

Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo consueto discorso alla nazione, ha chiesto all’Occidente di porre massima attenzione e pressione sul Cremlino, spiegando che "Forse prima si poteva parlare di bluff, ma ora la minaccia nucleare potrebbe essere realtà”. Dagli Usa assicurano che in caso di uso di armi nucleari risponderanno in “modo deciso”. Del pericolo di uso di armi nucleari e delle conseguenze, Fanpage.it ne ha parlato con il Generale Giorgio Battisti, analista militare con vari incarichi passati nel nostro esercito e già comandante del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia.

L'amministrazione statunitense sembra preoccupata dal fatto che il presidente russo potrebbe usare armi tattiche nucleari in un'azione dimostrativa, anche se non ci sono ancora prove che si stia muovendo per un simile attacco. Sono paure concrete?

“Per capire se sono minacce reali bisognerebbe essere nella testa di Putin ma il rischio esiste. Del resto il presidente russo nell’ultimo discorso ha ripetuto più volte che non sta bluffando e quindi un po’ di timore c’è, tanto che anche Biden ha detto che ci sarà una risposta adeguata. Le forti preoccupazioni arrivano dal fatto che Putin è in difficoltà perché nessuno degli obiettivi che si era prefissato al momento dell’invasione è stato raggiunto: né far cadere il governo di Kiev né l’occupazione dell’Ucraina orientale né quella del Donbass. Ci sono tutta una serie di condizioni negative che mettono in difficoltà Putin sia verso il fronte esterno che quello interno. Del resto ogni stravolgimento russo del passato è stato sempre preceduto da sconfitte militari. Io penso sia in difficoltà anche rispetto ai suoi collaboratori più stretti visto che cambia ogni settimana o due i vertici militari e dei servizi ma con lo stesso risultato.

Inoltre nei primissimi giorni dell’invasione Putin aveva già affermato di aver dato incarico di verificare lo stato di approntamento del dispositivo nucleare. Poi la minaccia è tornata a più riprese fino alle recenti affermazioni e ora c’è il rischio di impiego di questa fantomatica arma nucleare tattica a scopi dimostrativi.

L’arma tattica nucleare è stata messa in campo dagli Usa negli anni ’50 per poter intervenire sul campo di battaglia senza la potenza di una grande bomba ma comunque con un’arma nucleare. Ora con l’estensione del concetto ad azioni dimostrative c’è chi dice che potrebbe essere lanciata su aree più isolate come ad esempio l’Isola dei serpenti. Sarebbe un modo per far capire che Putin non bluffa. Del resto nella dottrina difensiva russa è previsto l’uso di armi nucleari in caso di aggressione alla Russia e da tempo Mosca dice di essere stata aggredita come se si preparassero all’uso di armi nucleari. Anche i referendum nel Donbass vanno in questa direzione. Ci sono dunque tutte le premesse per inasprire il dubbio di un ricorso all’arma nucleare. Dall’altro canto, però, solo pochi giorni prima Putin aveva detto di non aver intenzione di usare armi nucleari. Sono quindi frasi e posizioni che si sono contrastate nel giro di pochi giorni.

Il Generale Giorgio Battisti
Il Generale Giorgio Battisti

Da Washington hanno fatto sapere che gli Usa risponderanno in modo deciso in caso di usi di armi nucleari. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

In realtà Biden è stato un po’ equivoco, sono parole che potrebbero confermare alcune indiscrezioni secondo cui la risposta Nato e statunitense sarebbe di carattere convenzionale con lo scopo di colpire ad esempio le basi di partenza di queste armi nucleari oppure alcuni dispositivi militari specifici russi come le basi a Kaliningrad. Del resto nel caso di uso di armi tattiche nucleari, Mosca sgancerebbe una bomba da un aereo su zone ucraine non su Paesi Nato anche se potrebbe avere conseguenze anche sui Paesi vicini in quanto, pur se di limitata potenza, si tratta sempre di un’arma nucleare.

Gli Usa hanno confermato che ci sono stati contatti ad alto livello col Cremlino anche in maniera informale sulle minacce nucleari di Putin anche se non ci non ci sono colloqui di pace in vista. Quanto è importante che le due pari restino in contatto?

Dopo la Seconda guerra mondiale, oltre alla diplomazia pubblica, vi è sempre stata una diplomazia informale e anche in questo conflitto gli Usa hanno ammesso più volte di essere in contatto con Mosca anche per evitare una estensione del conflitto per errore. Blinken dice pubblicamente che non ci sono margini per un confronto diplomatico e quindi si conferma che la tensione è alta. Speriamo che questo confronto rimanga sul piano della dialettica senza passare alle armi e che prima poi si arrivi almeno a un cessate il fuoco che congeli le forze sulle posizioni attuali e si vada a discutere.

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