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Covid 19
4 Febbraio 2021
09:00

Anticorpi monoclonali, quali sono quelli che funzionano meglio contro il Covid-19

È arrivato il via libera dall’Aifa a due anticorpi monoclonali per il trattamento di Covid-19, con alcune condizioni e per una categoria limitata di pazienti. Gli anticorpi monoclonali approvati sono quelli prodotti da Regeneron e da Eli Lilly. Sono circa una quindicina invece i gruppi di ricerca che stanno lavorando allo sviluppo di monoclonali.
A cura di Susanna Picone
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Nella giornata di ieri è arrivato l’atteso via libera dall'Agenzia italiana del farmaco a due anticorpi monoclonali per il trattamento del Covid-19, con alcune condizioni e per una categoria limitata di pazienti, ovvero una casistica limitata in fase precoce in pazienti ad alto rischio di evoluzione. Una ottima notizia dato che gli anticorpi monoclonali servono per il trattamento della malattia e sono considerati una speranza nella lotta alla pandemia. Gli anticorpi monoclonali approvati sono due, quelli prodotti da due aziende statunitensi, Regeneron e Eli Lilly. I farmaci sono destinati a pazienti in fase precoce con alto rischio di evoluzione. “Sono uno strumento importante nella lotta contro il virus”, ha detto il professore Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della sanità, intervenendo questa mattina a SkyTg24. A spiegare cosa sono gli anticorpi monoclonali ci ha pensato l'ex direttore dell'Ema Guido Rasi: "Sono anticorpi sintetici, cioè ottenuti in laboratorio, sulla base di quelli più efficaci prodotti naturalmente dai pazienti già immunizzati al Covid-19. Alle cellule ingegnerizzate in laboratorio viene ‘insegnato' a produrre gli anticorpi migliori per combattere la malattia. La ragione per cui si chiamano monoclonali risiede nel fatto che sono prodotti da un solo tipo di cellula immunitaria". Funzionano attaccando il virus come se l'individuo a cui vengono somministrati fosse già immunizzato o vaccinato. Ma quali sono gli anticorpi monoclonali che funzionano meglio? Al momento sono circa una quindicina i gruppi di ricerca che stanno lavorando allo sviluppo di anticorpi monoclonali efficaci contro il Covid-19 ma solo pochi hanno raggiunto una fase avanzata e solo due quelli in commercio.

Regen-Cov

Prodotto dal colosso americano Regeneron, Regen-Cov ha ottenuto la concessione per l'uso in emergenza dalla Food and Drug Administration. Basato sugli anticorpi casirivimab e imdevimab, uno è stato isolato in un paziente di Singapore e un altro è stato ottenuto in laboratorio inserendo la proteina spike del coronavirus nell'organismo di un topo modificato genericamente per fornirgli un sistema immunitario umano. Stando a quanto reso noto dall'azienda, Regen-Cov sarebbe in grado anche di ridurre il 50 per cento il rischio di contrare l’infezione. Inoltre i dati indicano che il farmaco può ridurre la carica virale dei soggetti infetti.

Bamlanivimab

È l'anticorpo monoclonale autorizzato negli Usa e in altri paesi per l'uso di emergenza come trattamento per i pazienti ad alto rischio, con Covid da lieve a moderato. Prodotto da Eli Lilly and Company, gli studi mostrano un'efficacia del 72 per cento nel ridurre il rischio di ospedalizzazione per i pazienti con sintomatologia moderata.

Bamlanivimab ed Etesevimab

È una combinazione di Eli Lilly che gli studi indicano essere in grado di ridurre il rischio di ricovero e morte per Covid del 70 per cento. Bamlanivimab ed etesevimab sono stati testati in pazienti ad alto rischio con recente diagnosi. Sarebbero anche in grado di ridurre la carica virale e accelerare la risoluzione dei sintomi.

AZD7442

È una combinazione di anticorpi a lunga durata d'azione (Long Acting AntiBody, LAAB) che imitano gli anticorpi naturali e hanno il potenziale per trattare e prevenire la progressione della malattia in pazienti potenzialmente infettati. Prodotta da Astrazeneca, il vantaggio è che ti dà anticorpi immediati. È ancora in fase di studio e si spera possa essere disponibile tra marzo e aprile.

Toscana Life Sciences

Nel Monoclonal Antibody Discovery Lab a Siena, i ricercatori stanno lavorando sotto la supervisione di Rino Rappuoli. Nei laboratori di Siena sono stati selezionati anticorpi di persone guarite, poi i ricercatori hanno isolato quello più potente sulla base del quale è stato creato il farmaco che probabilmente entrerà in commercio la primavera prossima.

Allo studio ci sono molti altri anticorpi monoclonali, come quelli di nuova generazione a cui sta lavorando il genetista Giuseppe Novelli in collaborazione con l'Università di Toronto, che hanno la capacità di impedire al nuovo coronavirus di entrare nella cellula e infettarla, ed è allo studio anche il VIR-7831 di Vir Biotechnology e GlaxoSmithKline, per il trattamento iniziale dei pazienti ad elevato rischio di ospedalizzazione, e l'anticorpo monoclonale anakinra dell'azienda svedese Sobi che a bloccare a tempesta di citochine responsabili degli esiti gravi del Covid.

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