Angela Petrachi uccisa nel bosco a Borgagne, confermato l’ergastolo per Giovanni Camassa: “No alla revisione”

Niente revisione del processo per Giovanni Camassa contro la sentenza emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Lecce nel luglio 2012, che lo indicava come l'assassino di Angela Petrachi, la giovane mamma di Melendugno scomparsa il 26 ottobre 2002. Resta, dunque, confermata per l'uomo, oggi 58 anni, la condanna all'ergastolo.
Angela Petrachi, che all'epoca dei fatti aveva solo 31 anni, fu trovata cadavere e brutalmente seviziata l'8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne, poco più di dieci giorni dopo la sua sparizione. La giovane uscì da casa dei genitori e di lei si persero le tracce. La sua auto venne ritrovata con la ruota bucata da un chiodo, senza documenti e il giubbino, poi il corpo senza vita venne scoperto da un cercatore di funghi.
Camassa venne arrestato mesi più tardi. Assolto in primo grado per non aver commesso il fatto, venne poi condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello, sentenza confermata in via definitiva nel 2014 per omicidio aggravato, violenza sessuale e vilipendio di cadavere. Si è sempre dichiarato innocente.
Ma per i giudici della Corte d'Appello di Catanzaro, presidente Giancarlo Bianchi, dove si è celebrato il processo di revisione, avviato a seguito dell'istanza presentata dagli avvocati difensori Ladislao Massari e Marilina Strafella, la prova scientifica portata come novità dai legali dell'imputato, ovvero una piccola traccia di Dna riconducibile ad un altro uomo, rinvenuta sulle calze di nylon indossate dalla vittima, non è stata sufficiente a ribaltare il verdetto.
Tutti gli elementi emersi nel processo d'appello che allora portarono alla condanna al carcere a vita sono rimasti fermi e così i giudici hanno respinto la richiesta di revisione della sentenza. Camassa è stato condannato al pagamento delle spese processuali nonché alle spese di rappresentanza processuale sostenute dai figli della donna, costituitisi parte civile e difesi dall'avvocato Silvio Verri. Il deposito della motivazione ci sarà tra 90 giorni. L'avvocato Massari, che assiste Camassa, ha annunciato di valutare il ricorso in Cassazione.