Andrea Sempio a Verissimo: “Ho incontrato Stasi solo una volta, c’è chi vuole festeggiare una mia condanna”

"Sono un colpevole desiderato". Andrea Sempio, indagato per la terza volta per l'omicidio di Chiara Poggi in concorso con Alberto Stasi (unico condannato) o con ignoti, parla in una intervista rilasciata al programma tv Verissimo.
L'indagato spiega come si sente: "Questa è la volta più difficile, spero sia l'ultima. Sono stato indagato per la terza volta, a fine settembre ho scoperto di essere di nuovo sotto indagine ed è stato sotto shock. Quel giorno mi hanno chiamato i carabinieri e mi hanno detto che mi dovevo notificare un atto. In caserma ho letto di nuovo l'accusa per omicidio. Da quel giorno si divide la mia vita: inizia un periodo di caos. Ho pensato, come lo dico ai miei?".
Ma Andrea Sempio si sente un colpevole annunciato? "Sono un colpevole desiderato. Questa storia segue due strade: quella giuridica e quella mediatica. Si sono create diverse tifoserie: sui social percepisco tanto odio. C'è chi vuole festeggiare una condanna". Sempio poi precisa che sia lui che i suoi legali si aspettano che ci sia una udienza preliminare ma che non si andrà oltre. Ribadisce che il 20 maggio aveva deciso con i miei legali di non presentarsi all'interrogatorio in Procura a Pavia: "Se sarà il caso più avanti, lo chiederemo".
Andrea Sempio torna a parlare della presenza del suo cromosoma Y sulle unghie di Chiara Poggi: "Dopo i risultati sulla perizia hanno esultato entrambe le ‘tifoserie' (Stasi e Sempio). La genetista dice che la base su cui è partita per fare le analisi era deperite. I risultati non sono utilizzati: è vero che esce fuori la compatibilità ma partendo da una base sbagliata. Sono i risultati che non vanno né a favore né contro".
Durante l'intervista vengono toccati tutti i punti dell'inchiesta: "Mi è capitato di incontrare in casa sua Chiara Poggi quando venivo a giocare con suo fratello e gli altri amici. Con lei oltre al saluto non abbiamo mai parlato. Nessuna infatuazione con Chiara, sono cose montate per portare avanti la telenovela".
Silvia Toffanin in studio gli chiede: tra tutte le persone che frequentavano quella casa perché ci sono solo tue impronte? Sempio ha tenuto a precisare: "Ci sono più tracce in diverse repliche degli esami genetici, hanno preso le mie". Poi sulla traccia 33 (quella trovata sulla parete destra delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi e che solo recentemente la Procura l'ha associata all'indagato) ha aggiunto: "Non mi preoccupa più di tanto, la Procura dice che non è una impronta insanguinata quindi non lasciata durante l'omicidio. Su quel muro ci sono tante altre impronte. Passavamo del tempo in casa Poggi noi amici di Marco, andavamo anche in camera di Chiara perché c'era il pc che usavamo per giocare online".
Ecco quindi poi intervenire sullo scontrino del parcheggio di Vigevano del giorno del delitto: "Ho tenuto lo scontrino perché so che ci avrebbero sentiti tutti. Tante altre persone hanno consegnato qualcosa, chi il passaporto e chi i turni di lavoro. L'ho consegnato un anno dopo ma semplicemente perché me lo hanno chiesto un anno dopo".
Andrea Sempio durante la sua intervista smentisce chi sostiene che ha un chiodo fisso per Alberto Stasi: "Non lo conoscevo. L'ho incontrato solo una volta: in un locale di Garlasco dopo l'omicidio ero con Marco Poggi e il nostro gruppo di amici, abbiamo notato un ragazzo con un cappellino in testa ed era lui, è stata l'unica volta che l'ho visto. Gli abbiamo chiesto di spostarsi".
E l'inchiesta di corruzione della Procura di Brescia che vede indagato suo padre? "L'inchiesta a Brescia per mio padre per me non andrà avanti. Sono tranquillo: sono preoccupato per mio padre, per i giornalisti che si trova fuori casa. La parte legale è quella più tranquilla". E qual è il suo rapporto ora con Marco Poggi? "Marco Poggi non ha mai dubitato di me. Con lui non abbiamo mai parlato del caso perché è un evento doloso. Ci siamo sentiti diverse volte, mi sembra sempre dalla mia parte. Non ci vediamo più come prima perché lui si è trasferito per lavoro. Appena ha saputo delle indagini mi ha chiamato: era dispiaciuto, lui sente che la nostra amicizia ha una responsabilità su questa vicenda. Ci siamo fatti forza a vicenda".
Infine Sempio racconta che sta cercando di fare una vita normale, ma si sposta pochissimo: "Devo sparire per non creare problemi a chi mi sta vicino. Supereremo anche questa. Mi piacerebbe far vedere un nipotino ai miei, è stato un bene però non essermi costruito una famiglia negli ultimi anni. Se no ora si sarebbero trovati in mezzo anche loro. Non penso però che la mia vita sia rovinata. Non ho amici che mi hanno voltato le spalle, ironicamente c'è stata gente che non sentivo per tanto tempo e che sono apparsi ogni volta che spunta una nuova indagine. Cercano visibilità".
Infine, risponde alla domanda chi ha ucciso Chiara Poggi: "Alberto Stasi, per me la verità è quella dei giudici".