Si è tenuta questa mattina una manifestazione convocata dal Coordinamento nazionale amianto, sit in organizzato per denunciare il grave ritardo con cui nel nostro paese viene effettuato il risanamento dalla sostanza che ha causato centinaia di tumori eppure ancora rimane installata in numerosi edifici, sia pubblici che privati. Il coordinamento ha messo l'accento in particolare sulla situazione laziale, dove ci sono almeno 2.907 tonnellate di amianto dislocate in 1.175 edifici pubblici. A ricordarlo è anche Legambiente, che ha rilanciato i dati pubblicati nell’ultimo dossier dell'Osservatorio Regionale Ambiente e Legalità dell'associazione, alle quali si aggiungono tra le 360mila e le 700mila tonnellate di tetti e coperture private. Lo scorso anno sono state rimosse 16mila tonnellate di amianto, secondo i dati forniti dal Centro regionale amianto nel corso di un'audizione in commissione Ambiente del Consiglio regionale del Lazio, e "con questo ritmo ci vorranno almeno 60, 70 anni per eliminare del tutto questa sostanza dagli edifici del Lazio", spiega l'associazione.

"A più di vent'anni dalla legge che impedisce l'estrazione e l'utilizzo dell'amianto c'è ancora tanto da fare anche nel Lazio – afferma Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, che ha partecipato alla manifestazione – Va conclusa la mappatura delle strutture in amianto e avviata la bonifica, approvando anche subito una specifica norma regionale e favorendo la sostituzione delle coperture con tetti fotovoltaici per fermare quella che è una strage silenziosa".