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Allieva carabiniera si tolse la vita a Firenze, archiviata l’inchiesta. La famiglia: “Volevamo solo risposte”

È stata archiviata l’inchiesta sull’allieva carabiniera che nell’aprile del 2024 si tolse la vita a Firenze. I familiari avevano chiesto ulteriori approfondimenti, attribuendo ai ritmi serrati e allo stress psicofisico della Scuola la decisione di togliersi la vita. Secondo i giudici però, l’istituzione non avrebbe avuto alcun ruolo nella scelta della giovane.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Archiviata l'inchiesta sulla giovane che nella Scuola allievi marescialli dei carabinieri a Firenzesi tolse la vita nell'aprile del 2024. La famiglia aveva chiesto di fare chiarezza sulla morte della ragazza, temendo che la causa fosse nella rigidità dell'ambiente. I genitori avevano parlato in una lettera di stress psicofisico e ritmi serrati. Il caso però era già stato archiviato mesi fa, ma per un vizio di forma (ossia la mancata notifica alla famiglia) era stato disposto l'annullamento della decisione.

Per il pm non ci sarebbero state condotte persecutorie nella Scuola e il gesto della giovane sarebbe stato legato "esclusivamente a sue notevoli fragilità di fondo e conseguente insofferenza alle regole della vita militare".

Il padre della ragazza ha spiegato di aver informato la scuola dopo aver intuito il malessere della giovane. Sempre secondo lui, la scuola non aveva adottato alcun accorgimento per salvaguardare il benessere psicologico della ragazza, "lasciandole l'arma in dotazione".

La famiglia aveva chiesto la riesumazione della salma per l'autopsia, la nomina di un consulente tecnico che estrapolasse dal telefono della ragazza i dati mancanti e verificasse eventuali cancellazioni. Il gip ha nuovamente accolto l'archiviazione, chiudendo così il fascicolo.

"Non sono state indagate le cause né sono stati fatti esami. Chiedevamo solo trasparenza e risposte dalla scienza forense – ha sottolineato uno zio -. Troppi dubbi che rimangono, a cominciare dal fatto che le indagini siano state svolte dai carabinieri per un fatto accaduto in una struttura dell'Arma. Non abbiamo mai accusato nessuno, volevamo solo risposte che non sono arrivate. Un copione che purtroppo si ripete per troppe persone costrette a vivere questo dramma. Lanciamo un appello alle altre famiglie in situazioni simili per cercare giustizia alla Corte europea".

Anche il sindacato dei carabinieri Unarma aveva chiesto di far luce sugli avvenimenti, mostrandosi vicino alla famiglia dell'allieva fin dai primi momenti. Per il giudice però il quadro probatorio sarebbe stato esaustivo e univoco nella valutazione del caso e non vi sarebbero dunque reati. Per le autorità, la difficoltà di accettare i metodi della scuola avrebbe inciso sulla tragica scelta. Secondo i giudici, l'allieva non si sarebbe mai confidata con nessuno prima del 22 aprile 2024, giorno in cui si è tolta la vita, neppure con i superiori.

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