Matteo Baroni insieme a due agenti di polizia
in foto: Matteo Baroni insieme a due agenti di polizia

Che ci faceva un missile aria aria sul tetto di un'automobile parcheggiata nel centro di Firenze? E' quello che si sono chiesti in molti sabato assistendo – nel capoluogo toscano –  a una scena decisamente surreale. Un furgoncino verde abbastanza in là con gli anni era parcheggiato a due passi dal fiume Arno e sul tetto era stato adagiato un razzo da guerra, in tutto e per tutto simile a quelli utilizzati dagli eserciti nei bombardamenti aerei. Naturalmente la vista di un'arma del genere ha suscitato anche una certa apprensione tra le centinaia di passanti che non hanno esitato a dare l'allarme alle forze dell'ordine temendo un attacco terroristico imminente o un traffico di armi nel cuore di Firenze.

Niente di tutto ciò, per fortuna. Il missile non era una vera e propria arma,  come poi verificato dalle Forze dell’Ordine accorse sul posto a seguito di molteplici segnalazioni di abitanti e passanti, bensì un'opera d’Arte realizzata dallo scultore Matteo Baroni. L'installazione artistica in questione, dal titolo “Selfie Distruction”, era in attesa di essere trasportata ad una mostra nel capoluogo toscano e Baroni in quel momento stava sorseggiando un buon calice di chianti presso una celebre trattoria della zona nei pressi della sua abitazione.  Quando i poliziotti gli hanno chiesto spiegazioni l'artista non ha esitato a fornirle dimostrando che quel razzo era innocuo, che non avrebbe potuto fare del male a nessuno. A onor del vero, però, una considerazione va fatta: se quel missile aveva intenzione di "colpire nel segno" suscitando emozioni, paure e preoccupazione di certo c'è riuscito alla grande.