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Alessandro Ambrosio è stato colpito alle spalle, i genitori: “Vogliamo sapere perché è stato ucciso”

Il capotreno Alessandro Ambrosio sarebbe stato colpito alle spalle e ucciso con una sola accoltellata. Non avrebbe avuto il tempo di difendersi.
A cura di Giorgia Venturini
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Il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio
Il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio

Il capotreno Alessandro Ambrosio, ucciso la sera del 5 gennaio vicino alla stazione di Bologna, è stato colpito alle spalle. Sono in corso tutti gli accertamenti del caso e si sta cercando di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Stando alle prime informazioni e una prima analisi del medico letale, il capotreno 34enne non avrebbe avuto il tempo di difendersi: sarebbe stato sorpreso da dietro e colpito con una sola accoltellata legate all'addome. Per l'omicidio è stato fermato ieri sera a Desenzano del Garda (Brescia) il croato Marin Jelenic: si tratta di un 36enne senza fissa dimora e con diversi precedenti. Nelle prossime ore si procederà all'udienza di convalida del provvedimento della Procura bolognese.

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Il padre della vittima è Luigi Ambrosio, un ex ferroviere da poco in pensione. Al Corriere della Sera è intervenuto per spiegare quello che è accaduto al figlio: "Quando ha fatto il concorso da capotreno non me l'ha detto. Era un ragazzo tranquillo e non ha mai litigato con nessuno". E poi ha aggiunto: "Alessandro era un ragazzo eccezionale, gli volevano bene tutti. Non so niente di questa persona, non ce l’ho con lui,sarà stato un poveraccio. Voglio solo sapere perché l’ha fatto, solo questo. Se ha le palle di dirmi perché l’ha fatto. Alle spalle poi…". Una dinamica che è stata quindi confermata dal padre della vittima che però giustamente vuole sapere tutto: "Voglio sapere perché ha ucciso mio figlio".

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Alessandro Ambrosio si è laureato in Statistica ma poi ha scelto di seguire la stessa carriera dal padre ed è diventato un capotreno. Tra le tante passioni quella per il rock: suonava in una saletta in compagna degli amici di sempre. Il padre racconta che il giorno dell'omicidio, lunedì 5 gennaio, dopo il turno della mattina Alessandro era tornato a casa dei genitori, non a casa sua che è a qualche chilometro più in là. Era poi riuscito per ritornare al lavoro: la stazione Centrale di Bologna è distante 15 minuti in macchina. Poi la sera la tragedia.

Il padre di Alessandro Ambrosio ha capito tutto quello che era accaduto: "Quando è arrivata la Polfer ho pensato a qualcosa di brutto". La Polfer si è presentata a casa dei genitori e gli ha dato la triste notizia: entrambi i genitori sono stati portati al pronto soccorso perché sotto choc.

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