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Alassio, operaio picchia la testa cadendo dalla betoniera: Luciano aveva 58 anni

L’operaio di 58 anni, Luciano Peirano, residente ad Andora, è deceduto oggi ad Alassio (Savona) mentre lavorava all’interno di un cantiere. La Cgil: “I dati sui numeri degli infortuni in Liguria sono ignobili”.
A cura di Biagio Chiariello
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Immagine di repertorio
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Si chiamava Luciano Peirano, aveva 58 anni e viveva ad Andora, in provincia di Savona, l'operaio morto oggi 5 febbraio, intorno a mezzogiorno, mentre lavorava all’interno di un cantiere edile ad Alassio.

Stando alle ricostruzioni, potrebbe aver perso improvvisamente l'equilibrio mentre stava pulendo una betoniera parcheggiata nella zona utilizzata per le colate di cemento sulle opere del cantiere vero e proprio in Via Adelasia. Nella caduta ha picchiato violentemente la testa per terra. Sul posto è subito giunta l'automedica, gli uomini della croce rossa di Alassio e dell'elisoccorso Grifo, allertati dai colleghi dell'impresa di cui era dipendente da 17 anni, ma per l'operaio non c'è stato nulla da fare.

I carabinieri e gli uomini dell'ispettorato per la sicurezza sui luoghi di lavoro dell'azienda sanitaria locale stanno ora effettuando gli accertamenti del caso. Il pm di turno ha disposto l'autopsia sulla salma del 58enne per chiarire le cause del decesso. Potrebbe essere stato un malore a portarlo alla caduta. Intanto anche il cantiere è stato messo momentaneamente sotto sequestro.

L’operaio lascia la moglie , due figli e la madre. "Sono profondamente addolorato e affranto per la tragedia consumatasi oggi. Sono vicino alla moglie, ai due figli che ho avuto occasione di conoscere, e all’impresa. Era una persona squisita e un gran lavoratore”. Queste le parole con cui il sindaco di Alassio Marco Melgrati. 

La Cgil di Savona è intervenuta con una nota dopo l’ennesima tragedia sul lavoro:”Oggi si è consumata l’ennesima tragedia sul lavoro. Un operaio edile di 50 anni ha perso la vita in un cantiere nel ponente savonese ad Alassio. In Liguria si registra una media di quasi due morti al mese sul lavoro, in provincia di Savona una percentuale di malattie professionali maggiori rispetto ad ogni altra provincia d'Italia, un dato ignobile che dovrebbe interrogare istituzioni, politica e aziende. È una strage che ha responsabilità politiche precise.Lo ribadiamo per l'ennesima volta: servono investimenti in personale, in formazione e in una cultura della prevenzione, oltre che controlli serrati ai cantieri e alle imprese; oggi in provincia di Savona con le risorse a disposizione si riesce a controllare solo l’1 per cento delle aziende che risultano essere irregolari per il 70% per cento. Senza questo non si potrà arrivare ad una decisa inversione di tendenza”.

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