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Addetta alle pompe funebri portava i bambini morti a casa sua: “Volevo aiutarli”

Amie Upton, 38enne di Leeds, è accusata di aver portato a casa corpi di neonati sottratti dagli obitori. Diceva di voler “aiutare le madri”, ma li trattava come se fossero vivi e diceva di “amarli”: li faceva guardare i cartoni e leggeva loro le favole.
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"Volevo solo aiutarli. Non li lasciavo mai soli, erano amati". Sono le parole da brivido di Amie Upton, al Mirror. La 38enne impiegata di un'impresa di pompe funebri è accusata di aver rubato i corpi senza vita di diversi bambini morti per portarli a casa sua. Li metteva davanti alla tv per guardare i cartoni, leggeva loro le favole della buonanotte e "li amava". Queste le dichiarazioni che gettano nuova luce sul caso aperto grazie a una indagine della Bbc.

L'ospedale dove Upton cercava le madri intanto ha fatto sapere di averla esclusa dai propri reparti già da diversi mesi prima dello scoppio del caso. Nuovi episodi che stanno emergendo in queste ultime ore risalirebbero al 2021.

"Cercavo di aiutare le madri"

L'indagine della Bbc sulla impiegata delle pompe funebri di Leeds, in Inghilterra, ha fatto emergere il rapimento di diversi bambini dagli obitori. All'inizio Upton ha rigettato le accuse definendole "ridicole", per poi giustificarsi con la volontà di "aiutare" le mamme di quei bambini, e i piccoli stessi.

Parlando al Mirror, ha spiegato di aver iniziato ad aiutare le mamme in lutto dopo aver partorito lei stessa una bimba nata morta a 29 settimane in seguito all'aggressione da parte del compagno. Nonostante il clamore suscitato dal suo caso, Upton insiste nel dichiarare che voleva aiutare e che "i bambini non venivano mai lasciati soli" mentre erano a casa sua, e anzi lei leggeva loro anche le favole della buonanotte.

L'ospedale: "Esclusa da obitori e reparti maternità"

Secondo la dinamica ricostruita dai media, la donna si sarebbe avvicinava alle madri che avevano appena perso il loro bambino in ospedale offrendosi di occuparsi del corpo. Diversi genitori le hanno affidato il compito confidando in un approccio professionale, compresa la 32enne che ha fatto partire l'inchiesta.

La 32enne che aveva perso il figlio di sole tre settimane a causa di danni cerebrali, era stata avvicinata in ospedale da Upton e le aveva affidato il corpicino del figlio in vista del funerale. Una volta però arrivata in quella che avrebbe dovuto essere la sede della ditta di pompe funebri ha fatto una terribile scoperto: il figlio morto era stato messo in soggiorno a guardare i cartoni, e non era l'unico.

Il Leeds Teaching Hospitals Trust, dove Upton cercava le madri che avevano appena perso i loro figli, ha confermato di avere escluso la donna sia dagli obitori che dai reparti maternità, ben prima dell'inchiesta, già nella scorsa primavera a causa di "episodi gravi e preoccupanti".

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