A Ferrara al via lo sgombero di 500 residenti del grattacielo: “Non sanno dove andare. Temiamo reazioni”

Circa 500 persone a partire da domani, giovedì 12 febbraio, dovranno lasciare le proprie case a Ferrara. È quanto ha stabilito l'amministrazione comunale con una ordinanza con la quale ha ordinato lo sgombero delle torri A e C del famoso grattacielo della cittadina emiliana, in cui vivono almeno 60 nuclei familiari in cui sono presenti minori. Si tratta di numeri non ufficiali, raccolti dalle associazioni di volontariato, che tuttavia non si allontanano molto dalla realtà.
"Non sanno dove andare, una mamma mi ha chiesto se insieme ai suoi 3 figli dovrà andare a dormire in macchina", racconta a Fanpage.it uno dei volontari dell'Associazione "Cittadini del mondo", Andrea, che sottolinea come queste persone abbiano avuto pochissime ore di tempo per trovare una nuova soluzione. Ma facciamo un passo indietro.
Il cosiddetto grattacielo di Ferrara è un complesso di tre torri costruito vicino alla stazione nel 1958: nelle torri A e B ci sono un totale di 84 appartamenti, mentre nella torre C, più bassa, ce ne sono 14. Si trova nel quartiere denominato GAD (Giardino Arianuova Doro). Da decenni è al centro di discussioni alimentate soprattutto dalla destra, che lo considera un simbolo di degrado e insicurezza, e non ha fatto eccezione l'attuale sindaco Alan Fabbri, della Lega, che nel corso della sua campagna elettorale ha ribadito la volontà di rivalorizzare questa zona.

"È vero che qui ci sono persone che si dedicano allo spaccio, ed anche stranieri, ma per il resto ci sono cittadini che pagano regolarmente l'affitto o proprietari. Si è creata una situazione di abbandono anche perché gli amministratori del condominio non sono riusciti a gestirlo bene. Così anche i piccoli problemi sono diventati un macigno e nel frattempo si sono accumulati i debiti", ci ha spiegato ancora Andrea.
Il sindaco ha ordinato i primi sgomberi dopo un incendio avvenuto nella torre B domenica 11 gennaio intorno alle 4 del mattino, dovuto – pare – ad un corto circuito dell'impianto elettrico. Le fiamme hanno danneggiato un locale tecnico senza raggiungere gli appartamenti. Durante l’evacuazione 19 persone hanno respirato molto fumo e sono state ricoverate in ospedale, senza conseguenze gravi. Per una settimana i residenti sono rimasti all'interno di una palestra, poi hanno dovuto trovarsi da soli una sistemazione. Cosa che da domani dovranno fare anche i residenti delle altre due torri, dal momento che le ispezioni dei vigili del fuoco hanno accertato che l’impianto antincendio di tutte e tre le strutture non è a norma.
"Il sindaco ha disposto lo sgombero delle torri ma poi il comune se ne è lavato le mani. Non è stata dichiarata alcuna emergenza. È vero che si tratta di una struttura privata ma qui parliamo di 500 persone interessate dal provvedimento, pertanto il problema è ormai pubblico", ha concluso Andrea, mentre c'è chi è preoccupato dal fatto che potrebbero esserci momenti di panico: "Quello che temiamo sono le reazioni delle persone che verranno sgomberate domani: sono spaventate, confuse, disperate".