Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra, insieme al decreto fiscale e al decreto semplificazioni. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La legge di bilancio, che verrà inviata ora a Bruxelles, confermando il deficit al 2,4%, comprende tutte le manovre annunciate: reddito di cittadinanza, introduzione della quota 100 per il superamento della legge Fornero in tema di pensioni, pace fiscale. Sul reddito di cittadinanza si sofferma il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio: "Reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza partiranno nei primi tre mesi del 2019, ci permetterà di formare giovani e meno giovani per trovare lavoro".

Conte rivendica che la manovra è stata "approvata nei tempi previsto senza nessuna dilazione", ribadendo che tutte le promesse sono state mantenute: "Manteniamo tutte le promesse, siamo molto soddisfatti, frutto di un lavoro meditato e di tanti incontri, riuscendo a tenere i conti in ordine per una manovra che serve al Paese", afferma il presidente del Consiglio. Conte si sofferma sulla pace fiscale: "Abbiamo previsto per un fisco amico, per la semplificazione fiscale e la riforma delle misure di definizione agevolata di tutte le controversie e i rapporti con il fisco. Sì, c'è anche uno stralcio per le controversie fino a mille euro, in un periodo dal 2000 al 2010". E ai cronisti che gli chiedono se si tratta di un condono, risponde piccato: "Voi chiamatela come volete. Noi la chiamiamo definizione agevolata. Le scelte lessicali sono libere".

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, assicura che ci sarà "l'eliminazione dell'aumento Iva, il finanziamento della partenza del reddito di cittadinanza e della correzione della riforma Fornero con la possibilità di andare in pensione un po' prima per superare problemi di blocco di turn over e turn over delle competenze nelle imprese". Inoltre Tria assicura che non ha intenzione di dimettersi: "Subire tutta la legge di bilancio per dimettermi dopo non avrebbe senso".

Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, si dice "stanco ma estremamente soddisfatto: cominciamo a mantenere gli impegni presi gradualmente ma con coraggio. Di più non so cosa avremmo potuto inserire in una manovra che non fa miracoli, non moltiplica pani e pesci ma apre opportunità di lavoro per centinaia di migliaia di giovani. Dopo 137 giorni di governo c'è da essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto". Il ministro dell'Interno si sofferma sul tema delle pensioni: "Cominciamo a mantenere gli impegni presi, gradualmente ma con coraggio, a partire dallo smontare mattone dopo mattone la legge Fornero restituendo il diritto alla pensione e al lavoro per circa 400mila italiani, senza penalizzazioni di nessun tipo". Con l'obiettivo di poter introdurre anche la quota 41.

Salvini parla del suo ministero e di accoglienza dei migranti: "Dal mio fronte del ministero dell'Interno ci sono risparmi di spesa corrente, cash, di oltre mezzo miliardo di euro dalla voce immigrazione per i minori sbarchi, risparmi che arriveranno ad essere di un miliardo e mezzo di euro nel triennio".

L'altro vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ribadisce le sue parole e torna su alcuni punti: "Non è una legge di Bilancio qualsiasi. È una manovra del popolo, è un nuovo contratto dello Stato con i cittadini. Usiamo i privilegi per finanziare i diritti dei cittadini". Di Maio conferma "i tagli agli sprechi, una ulteriore tassazione al gioco d'azzardo, ci sarà Opzione donna per permettere alle donne di andare in pensioni".