Come dar torto ad Andrea Scanzi, che per questa sua ultima sortita editoriale ha scelto un titolo emblematico: "La politica è una cosa seria" (Rizzoli). Libro agile e ricco di spunti di riflessioni con cui lo scrittore e giornalista, firma di punta del Fatto Quotidiano, ci racconta la politica italiana attraverso dieci personaggi che ne hanno fatto, nel bene e nel male, la storia. Dagli esempi positivi e in alcuni casi fulgidi, da Sandro Pertini e Ferruccio Parri, passando per la figura di Stefano Rodotà (la cui mancata elezione a Presidente della Repubblica nel 2013 è una sorta di frattura, come ci racconta lo stesso Scanzi, nel suo rapporto con la politica) fino ai recenti personaggi portati in auge dall'alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega di Matteo Salvini attualmente al governo.

Così, nell'intervista a Fanpage.it, Scanzi ci parla di Berlusconi come un uomo politicamente ormai al tramonto, ma che ha stravinto in termini di "berlusconismo", che sarebbe presente tanto in Renzi quanto in Salvini. Passando per Matteo Renzi e della sua similitudine con il personaggio di Enea in "Pensavo fosse amore e invece era un calesse" di Massimo Troisi, per arrivare al "megafono" del sentiment nazionale per eccellenza, Matteo Salvini che "la sinistra dovrebbe combattere picchiando duro sugli scarsi risultati politici, invece di dargli del fascista o del razzista ogni giorno".

Non manca, infine, una stoccata al ministro dell'Interno in relazione al caso Cucchi. "Quando arriveranno le scuse di Salvini a Ilaria Cucchi?" si chiede Scanzi, che fa riferimento al tweet di qualche tempo fa, quando l'allora non ancora ministro del governo gialloverde insultò Ilaria Cucchi e la famiglia del giovane morto nel 2009, relativamente a cui proprio ieri nel nuovo processo sono emerse nuove, fondamentali rivelazioni.