Lo storico numero uno della Marvel, la casa editrice dei più celebri supereroi statunitensi, il 95enne Stan Lee, potrebbe essere stato vittima di abusi all'interno della sua stessa abitazione e plagiato dalla persona che negli ultimissimi tempi era al suo fianco. La terribile notizia  che nessun amante dei fumetti e cartoon avrebbe mai voluto sentire arriva da Los Angeles dove la Polizia locale ha aperto una indagine sul caso che vede come  indagato principale proprio l'ex assistente personale di Lee, Keya Morgan. L'uomo è accusato in particolare di essersi inserito nella vita del suo datore di lavoro approfittando di sue fragilità sopraggiunte con l'età avanzata e di averlo così allontanato da famigliari e amici.

L'uomo, secondo l'accusa, avrebbe imposto ex presidente e ora presidente emerito della Marvel il trasferimento dalla sua originaria abitazione di famiglia in un'altra casa e di aver impedito contestualmente contatti con parenti e collaboratori storici. Morgan è stato arrestato lunedì dalla polizia perché accusato di aver contattato il numero di emergenza affermando che vi erano dei ladri nella sua abitazione mentre in realtà erano assistenti sociali che facevano dei controlli sulle condizioni di Lee. Il giudice inoltre ha emesso nei suoi confronti un ordine restrittivo di divieto di avvicinamento a Lee in attesa che le indagini facciano il loro corso.

La denuncia sulla situazione di Lee è partita da Tom Lallas, un avvocato che rappresentava Stan Lee fino a quando non è stato licenziato nel febbraio scorso. "Morgan ha trasferito il signor Lee dalla sua casa di famiglia in un ambiente non familiare senza informare i parenti della sua ubicazione e gli ha negato i contatti con tutte le persone in cui ha avuto fiducia nel corso degli anni" ha dichiarato il legale. Tutto sarebbe iniziato con la morte della moglie di Lee nel luglio 2017. Morgan si sarebbe inserito nella vita di Stan Lee come badante allontanando man mano tutti quelli che gli erano stati al fianco.