A Monfalcone sembra che non tutti possano partecipare ad iniziative pubbliche. O almeno questo è quello che pensa il prefetto di Gorizia. Se non sei persona gradita alle istituzioni, se le idee che hai espresso anche in passato possono aver urtato la sensibilità di chi è al governo oggi, è possibile che tu venga escluso da un evento di commemorazione, come quello promosso dal Movimento delle Agende Rosse, per onorare la memoria delle vittime di mafia. Insomma si può rischiare di essere messi ‘all'indice'.

In questo caso è toccato all'ex deputata friulana si Sinistra italiana, Serena Pellegrino, essere bollata come ‘inaccettabile', per un incontro a cui avrebbe dovuto partecipare, il prossimo 21 marzo, come relatrice. Se non si fosse messo di traverso il prefetto Massimo Marchesiello. L'iniziativa (poi cancellata proprio perché non si è raggiunto un accordo tra le parti coinvolte) doveva svolgersi a Monfalcone (Go), cittadina tristemente nota per la sua sindaca leghista, Anna Cisint, che la scorsa estate aveva fatto parlare di sé per aver proposto una convenzione che prevedeva un tetto massimo del 45% per i bimbi stranieri nei due istituti scolastici del piccolo centro. La quota eccedente di allievi stranieri sono stati dirottati fuori città, in scuole vicine. Ma questa è un'altra storia.

Tutto nasce parte da uno scambio di mail, che Fanpage.it ha avuto modo di verificare, partito dalle Agende Rosse. Come ha ricostruito la stessa protagonista della vicenda, l'ex parlamentare Pellegrino, l'8 gennaio 2019 i promotori dell'iniziativa avevano presentato regolare domanda di occupazione di suolo pubblico al Comune (chiedendo il permesso per utilizzare piazza Falcone-Borsellino), allegando poi la lista dei relatori che sarebbero stati invitati a intervenire alla conferenza. Tra questi, il movimento guidato da Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, aveva indicato appunto l'ex vice presidente della commissione Ambiente Pellegrino, in qualità di esperta in ecomafie. Ma il comune di Monfalcone per due mesi non ha dato alcuna risposta, né di diniego né di approvazione. A quel punto le Agende Rosse si sono attivate per avere spiegazioni direttamente dal prefetto. Marchesiello ha così svelato l'arcano, via mail, attraverso la casella di posta elettronica istituzionale: "La relatrice Pellegrino, che non ho il piacere di conoscere personalmente, mi risulta specializzata nella trattazione e conoscenza dei risvolti ambientali della materia ‘mafia'. Non ho fatto riferimento a precedenti giudiziari, che non mi risultano sul suo conto, ma solo a valutazioni politiche che la stessa ha fatto nel passato nei confronti delle strutture governative anche di Gradisca". Questa la sua risposta lapidaria, come si può leggere nella foto qui sotto.

E ancora: "Il convegno che abbiamo intenzione di organizzare per quella data nella sede messa a disposizione dal comune sarà incentrato con taglio istituzionale e quindi necessariamente apolitico sulla materia Mafia. Sarà utile la presenza quindi di amministratori che hanno vissuto sulla propria pelle il clima di intimidazioni e minacce che gli è proprio e di soggetti che per ruolo istituzionale tale fenomeno devono contrastare. Sulla materia ambientale che comunque interessa molto quel territorio mi sono riservato di
contattare attuali appartenenti agli organismi preposti alla vigilanza in quella materia specifica".

In questa mail ci sono almeno due elementi che non quadrano. Il primo punto che salta all'occhio è il riferimento alle "valutazioni politiche" fatte dalla Pellegrino "nei confronti delle strutture governative anche di Gradisca", dove si trovava tra l'altro il Centro di Identificazione ed Espulsione, che la stessa parlamentare 5 anni fa si era impegnata a far chiudere, presidiandolo per diversi mesi. Un episodio che potrebbe aver compromesso, secondo la parlamentare di Sinistra italiana, la sua presenza all'evento pubblico in programma a Monfalcone. Anche se l'onorevole, nel ruolo di parlamentare della Repubblica, quelle "valutazioni" aveva tutto il diritto di esprimerle.

Insomma il prefetto, non solo si è intestato l'intera organizzazione dell'iniziativa, alla quale era stato invitato come ospite, ma ha cercato di dettare le regole circa il profilo degli altri soggetti da coinvolgere. Nel suo testo si legge poi una contraddizione: se infatti da una parte Marchesiello vuole porre l'accento sull'importanza che l'evento abbia un "taglio istituzionale e quindi necessariamente apolitico sulla materia mafia", poco dopo sembra smentirsi, proponendo il coinvolgimento di "amministratori" e soggetti con "ruolo istituzionale", che chiaramente sono da considerarsi dei ‘politici'.

Pellegrino, venuta a conoscenza dell'ostilità manifestata senza mezzi termini dal prefetto, ha risposto attraverso un'altra mail. Ecco un passaggio:

Mi stupiscono quali sono le motivazioni che adduce per esprime il diniego, ma soprattutto non mi è chiaro quale sia il suo compito, facendosi lui stesso promotore di quale profilo
debbano avere i vostri ospiti. Inoltre sottolinea che l’iniziativa deve essere “apolitica” e poi propone di invitare degli amministratori che per definizione sono dei politici. Ma la frase che più mi lascia sconcertata, detta da un rappresentante del governo, è quella relativa al fatto che non sarei gradita perché ho fatto “valutazioni politiche” in merito alla “struttura governativa anche di Gradisca". Ritengo che, finché c’è democrazia, le valutazioni politiche siano ancora legittime per ogni cittadino italiano e non, ma forse al sig. Prefetto sfugge che “in passato” non ero solo un comune cittadino ma un rappresentante della Repubblica Italiana che godeva non solo del diritto ma soprattutto l’onere di esprimere valutazioni politiche, soprattutto sull’organo esecutivo, quale è il Governo, attraverso iniziative e atti di Sindacato Ispettivo. Peraltro ci dovrebbe poi spiegare qual è il collegamento tra Gradisca e Monfalcone. Sinceramente a me sembra che qui non ci siano gli estremi per un diniego concreto ma, semplicemente, a Monfalcone la mia presenza non è gradita, senza possibilità di discussione. Questa la trovo un'ingerenza pesante da parte di un organo di Governo, quale è la figura del Prefetto, che limita la democrazia per motivazioni assolutamente non chiare.

Erasmo Palazzotto, Rosella Muroni e Nicola Fratoianni hanno presentato la scorsa settimana un'interrogazione parlamentare al ministro Matteo Salvini, per chiedere conto della vicenda, denunciando quello che secondo loro è un "abuso di potere" da parte del prefetto e una grave limitazione della democrazia. I parlamentari hanno chiesto se il ministro intenda procedere con accertamenti, "al fine di censurare, ove confermato, il comportamento del prefetto Massimo Marchesiello", per quello che considerano un atto di "arroganza istituzionale".