È cominciata oggi la discussione generale sul testamento biologico a Montecitorio e subito è scontro, anche all'interno del Terzo polo. Fli ribadisce la necessità di una legge che vieti esplicitamente eutanasia e accanimento terapeutico. Dopo due anni dall'inizio dell'iter legislativo, cominciato al Senato, sul testamento biologico non c'è ancora accordo. Approvato il provvedimento a Palazzo Madama, è ora che il testo venga esaminato dalla Camera. Il voto finale è previsto per aprile, la Commissione Affari Sociali ha demandato al relatore Domenico Di Virgilio di riferire in aula sul provvedimento. I voti favorevoli sono di Pdl, Lega Nord e Udc, i contrati Pd e Idv. Si astiene l'Api di Rutelli, mentre Fli non era in aula. Il provvedimento è stato duramente criticato da Roberto Saviano, Ignazio Marino e Beppino Englaro, che hanno definito il biotestamento una "legge illiberale" durante le polemiche per la giornata degli stati vegetativi.

È scontro in aula, con il Partito Democratico che annuncia la presentazione di una questione sospensiva al disegno di legge. Idv, invece, ne preannuncia una pregiudiziale di costituzionalità. Da notare la spaccatura nel Terzo Polo, con Udc che vota a favore della maggioranza e l'Api che si astiene, mentre Fli punta all'elaborazione di una “soft law”. Secondo le ultime modifiche apportate al testo, in materia di fine-vita le dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) non saranno vincolanti ai fini della scelta, che spetta al medico curante. Insomma, anche se si seguisse l'iter previsto dalla legge per indicare, in caso di stato vegetativo permanente, il distacco dai macchinari di alimentazione, la volontà del singolo individuo potrebbe non essere rispettata a causa di una diversa visione del medico che lo ha in cura in ospedale.

Protestano i Radicali, che indicono un sit-in di protesta davanti alla Camera. Un drappello di manifestanti ha gridato “aguzzini con i sondini” e “no allo Stato bioetico”. Oggi pomeriggio è prevista l'apertura dei lavori a Montecitorio.