in foto: Un momento decisivo nel salvataggio di Carmine Garofalo (Foto LaPresse/Matteo Rasero/Federico Guberti).

Carmine Garofalo, 68enne calabrese residente a Sanremo, ha minacciato questa mattina di buttarsi dal tetto di un palazzo a Piazza Colombo nei pressi del teatro Ariston di Sanremo. Fornito di megafono, l'uomo ha comunicato le sue intenzioni e il suo disagio, chiedendo poi di poter parlare con Carlo Conti, conduttore della 66ª edizione del Festival di Sanremo. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia e Vigili del fuoco. Come ha spiegato il comandante dei Carabinieri, Paolo De Alescandris, "abbiamo finto per chiamare le telecamere, facendogli credere di avere la possibilità di parlare con Carlo Conti. Questo ha calmato l'anziano, rendendoci possibile contrattare con lui la possibilità di non farlo buttare di sotto". La trattativa è durata un'ora circa, mentre i vigili montavano un gonfiabile sulla strada nel caso in cui l'uomo si fosse buttato giù.

L'uomo pronunciava frasi sconnesse, ma secondo rappresentati delle forze dell'ordine parlava di un'operazione andata male e la conseguente possibilità del suicidio poiché non avrebbe avuto nulla da perdere. Ciò che invece avrebbe voluto dire a Carlo Conti, lo avrebbe letto da una lettera indirizzata contro una donna che lo avrebbe messo nei guai con la Legge. Al momento gli investigatori stanno verificando l'identità dell'uomo e, in particolare, stanno verificando se in edizioni passate del Festival sia stato sempre lui, almeno in altre due occasione, ad inscenare un tentato suicidio.

Non è la prima volta che il Festival della canzone italiana diventa teatro di gesti eclatanti. Le minacce di suicidio non interessano soltanto le zone limitrofe all'Ariston, come avvenuto nel cso di Carmine Garofalo, ma anche l'interno stesso del teatro, durante le dirette televisive. Nel 1995 Pino Pagano minacciò di buttarsi giù dalla balconata dell'Ariston, finendo poi per essere salvato da Pippo Baudo. Quasi venti anni dopo, nel 2014, è la volta di due operai dei consorzi del bacino di Napoli e Caserta che impongono a Fabio Fazio la lettura di un foglio in cui espongono i propri problemi di lavoro.

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