L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi considera il Movimento 5 Stelle un potenziale pericolo. "I 5 Stelle non sono pronti a governare. Fanno dichiarazioni omnicomprensive, la loro vera cifra è quella di opporsi al regime. Il loro successo è dovuto al fatto che giocano solo all’opposizione e hanno rinunciato ad ogni radice politica. Non si capisce nessuna proposta positiva, c’è il rischio che se arrivassero primi alle elezioni, rappresentino un pericolo", ha spiegato Prodi, ospite di Lilli Gruber su a Otto e Mezzo questa sera.

Per quanto invece riguarda il Partito Democratico, Prodi avanza dei dubbi sulle volontà politiche di Matteo Renzi, che secondo lui non sarebbe intenzionato a federare la sinistra, come invece dovrebbe fare: "In un sistema democratico, che il capo del governo sia anche il capo del partito non è sempre positivo perché in questo momento ad esempio i partiti hanno bisogno di popolarizzazione, di tornare ad essere presenti sul territorio. Renzi può benissimo andare a Palazzo Chigi ma serve qualcuno che si occupi del partito. Un governo di grande coalizione in caso di emergenza può benissimo esserci ma diventa immediatamente provvisorio, ad ogni modo, un governo Pd-Forza Italia, oltre a non avere i numeri, sarebbe un governo di sinistra-centrodestra. Mi pare molto problematico. Se c’è saggezza, il centrosinistra può tornare insieme, è un’alleanza naturale", ha spiegato l'ex presidente del Consiglio.

"Se si vuole perdere, ci si divide. Io sono perché si rimettano assieme tutte queste anime. E io ho sempre voluto un governo di centro-sinistra. Il compito di federare il centrosinistra spetterebbe al segretario del Pd, a Renzi, ma non so se questa sia la sua volontà. Un processo di riconciliazione esige un’apertura per rendere possibile di nuovo la convergenza. Penso che Renzi abbia vissuto una fase di depressione, di scoramento, dopo il referendum. Ora con la vittoria alle primarie ha ripreso coraggio, ma le persone si misurano nel momento in cui devono prendere delle decisioni. Vediamo se Renzi sarà inclusivo o escludente. Penso sia naturale che Renzi sia il leader del centrosinistra, purché sia inclusivo. Se il Pd avesse il 55% di voti, il problema neanche si porrebbe. Ma non è così".