E' morta all'età di 88 anni a Manhattan Edith Windsor. E' anche grazie a lei e alla sua perseveranza che Corte Suprema statunitense quattro anni fa ha sancito l'incostituzionalità del divieto alla celebrazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nata nel 1929 a Filadelfia, la Windsor sposò un uomo come imponeva la legge, ma appena un anno dopo le nozze decise di fare coming out e di dichiararsi lesbica. Si trasferì a New York, città in cui visse la sua omosessualità alla luce del sole  e dove nel 1964 conobbe Thea Spyer. Iniziò così una storia d'amore durata per ben quarantaquattro anni. Quando Thea si ammalò di sclerosi multipla, i due decisero di sposarsi. Si scambiarono il loro "sì" in Canada dieci anni fa. Nel 2009 però Thea morì e il fisco statunitense pretese da Edith ben 360 mila dollari di imposte di successione per l'eredità legata alla casa della compagna in cui i due avevano vissuto per anni. Secondo il Defense of Marriage Act, infatti, il loro matrimonio non aveva alcuna validità legale.

Da quel momento Edith decise di rivolgersi a dei legali e condurre una lunga battaglia nelle aule dei tribunali che ha portato alla storica decisione della Corte Suprema di legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. A lei va il merito di aver intrapreso una battaglia che avrebbe coinvolto milioni di persone e portato a una vittoria storica. Tra i tanti che le hanno reso omaggio c'è stato l'ex presidente Barack Obama, che le aveva parlato solo pochi giorni fa: "Il lungo viaggio dell'America verso l'uguaglianza è stato guidato da innumerevoli atti di perseveranza e alimentato dall'ostinata volontà di eroi tranquilli che difendono a voce alta quello che ritengono giusto. Pochi sono stati piccoli in altezza come Edie, e pochi hanno fatto una differenza tanto grande".